“I poveri non si contano, si abbracciano”

E’ stato pubblicato il messaggio di Papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale dei Poveri: “li avete sempre con voi”. Parte dalle riflessioni sul legame inscindibile che c’è tra Gesù, i poveri e l’annuncio del Vangelo. “Il Vangelo di Cristo – scrive il Papa – spinge ad avere un’attenzione del tutto particolare nei confronti dei poveri e chiede di riconoscere le molteplici, troppe forme di disordine morale e sociale che generano sempre nuove forme di povertà”.
E ancora: “Si assiste alla creazione di sempre nuove trappole dell’indigenza e dell’esclusione, prodotte da attori economici e finanziari senza scrupoli, privi di senso umanitario e responsabilità sociale”. Ora si è aggiunta un’altra piaga che ha moltiplicato ulteriormente i poveri: la pandemia: “Essa continua a bussare alle porte di milioni di persone e, quando non porta con sé la sofferenza e la morte, è comunque foriera di povertà…” che non è frutto del destino, è conseguenza dell’egoismo.
“Pertanto – continua Francesco – è decisivo dare vita a processi di sviluppo in cui si valorizzano le capacità di tutti”. Si impone un differente approccio alla povertà: “È una sfida che i Governi e le Istituzioni mondiali hanno bisogno di recepire con un lungimirante modello sociale, capace di andare incontro alle nuove forme di povertà che investono il mondo e che segneranno in maniera decisiva i prossimi decenni. Con grande umiltà dovremmo confessare che dinanzi ai poveri siamo spesso degli incompetenti. Si parla di loro in astratto, ci si ferma alle statistiche e si pensa di commuovere con qualche documentario. La povertà, al contrario, dovrebbe provocare ad una progettualità creativa, che consenta di accrescere la libertà effettiva di poter realizzare l’esistenza con le capacità proprie di ogni persona”.
Non si tratta di alleggerire la nostra coscienza facendo qualche elemosina, ma  piuttosto di contrastare la cultura dell’indifferenza e dell’ingiustizia con cui ci si pone nei confronti dei poveri.
“Mi auguro – conclude Papa Francesco – che la Giornata Mondiale dei Poveri possa radicarsi sempre più nelle nostre Chiese locali e aprirsi a un movimento di evangelizzazione che incontri in prima istanza i poveri là dove si trovano. Non possiamo attendere che bussino alla nostra porta, è urgente che li raggiungiamo nelle loro case, negli ospedali e nelle residenze di assistenza, per le strade e negli angoli bui dove a volte si nascondono, nei centri di rifugio e di accoglienza… È importante capire come si sentono, cosa provano e quali desideri hanno nel cuore. Facciamo nostre le parole accorate di don Primo Mazzolari: Vorrei pregarvi di non chiedermi se ci sono dei poveri, chi sono e quanti sono, Io non li ho mai contati i poveri, perché non si possono contare: i poveri si abbracciano, non si contano”.

Giovanni Barbieri

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