Dal caldo al fresco per il solstizio

Al giro di boa di giugno, tocca già parlare di ondate di caldo: una, in corso, ma in parte verificatasi con modalità diverse da quanto avevano paventato i modelli; l’altra, incipiente, e che durerà almeno fino a domenica 20. Se si pensa che per decenni, dal 1953 al 1997, le ondate di caldo in giugno furono più episodiche e di non lunga durata, si nota un certo contrasto fra quell’epoca e l’andamento del primo mese estivo negli ultimi 25 anni! Non tanto, perché sia chiaro, su singole puntate di un giorno o due, che possono capitare anche in mesi nel complesso più freschi del normale, ma per il mutato livello termico e la maggior consistenza e persistenza del caldo.
La prima decade di giugno si è distinta come anello di congiunzione tra la precedente frescura instabile e il nuovo assetto ormai estivo: è rimasta una certa volubilità atmosferica fino al 10-11, mentre i termometri sono andati gradualmente salendo da sotto a sopra norma. Il cielo si è presentato via via sempre più sgombro: ancora quasi del tutto coperto martedì 8, fra piovaschi, rovesci e tuoni; poi misto per l’avvicendarsi di poche nubi mane e sera con il ‘broncio’ temporalesco diurno-pomeridiano qua e là, come il 9, 10 e 11. Infine, sabato 12 e domenica 13, la prevalenza del sereno con occasionale comparsa di qualche cirro o cumuletto. Una ripresa appena accennata della nuvolosità ad evoluzione diurna si è notata il 14.
Dei rovesci a metà della settimana scorsa, quelli del 9 si sono concentrati in prossimità della costa, tra le città capoluogo e le pendici apuane. Il 10 i temporali hanno battuto la Lunigiana interna con la solita distribuzione ‘random’; qualche chicco di grandine e un discreto acquazzone a Pontremoli con rinforzo del vento da NE essendo la ‘burrasca’ giunta da Logarghena e dalla Valdantena. Particolarmente subissato il paese di Licciana, dove in poco tempo sono scesi con violenza 45 mm di pioggia: il tutto mentre a Comano e, poco più a valle verso il ‘ponterotto’, non si andava oltre un bagnastrada. I temporali hanno girovagato con tuoni a più riprese anche l’11, ma con scarsi effetti, essenzialmente confinati allo Zerasco.
Condizioni stabili, come detto sopra, si sono avviate dal 12, ma con aria ancora umida (ne ha fatto fede pure la nebbia presente di primo mattino nel più basso fondovalle) che ha inibito l’aumento delle temperature massime, accontentatesi di toccare i primi 30°C della stagione.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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