Aprile, dal gelo ai ‘barili’ d’acqua

La cronaca meteo della settimana trascorsa potrebbe riempire diverse colonne: drastica, infatti, si è rivelata la sterzata dalle condizioni freddo-asciutte a quelle piovose nel giro di pochi giorni, come del resto era nelle attese.
Già da lunedì 5, Pasquetta, si era comunque assistito ad un tempo più variabile con le prime gocciolate martedì 6, mentre il vento di tramontana andava facendosi più freddo.
Mercoledì 7, dopo una mattinata grigia, le schiarite si affermavano gradualmente nel corso del pomeriggio sotto il soffio di gagliarde folate boreali di aria pungente e secca. L’igrografo, tra il tardo pomeriggio e la prima serata, finiva addirittura fuori scala, segno inequivocabile di avvezione di tutto rispetto; sia gli strumenti automatici che quelli a lettura diretta (psicrometri) restituivano più correttamente il dato dell’umidità relativa, prossimo al 10-12%. Conseguente era il bassissimo valore della temperatura di rugiada (anzi, visto il freddo, di brina) in quelle condizioni.
Nella notte, come temuto dal mondo agricolo e non solo, si verificavano forti e tardive gelate già dalle h 21 e fin dopo l’aurora di giovedì 8. In molti casi, i valori di temperatura minima raggiunti avevano avvicinato, uguagliato e persino abbattuto primati storici del gelo aprilino. I danni prodotti dalla gelata di aprile 2021 si sono estesi, come raccontano le cronache, in varie nazioni europee.
In Italia, la Toscana è stata fra le regioni più colpite. Nelle valli interne, si sono registrati abbastanza diffusamente dai -5° ai -7°C, con picchi inusitati fino a -8/-9°C! Persino lungo la costa livornese e grossetana, a poca distanza dal mare, si sono osservate minime fra -2 e -4°C. In Lunigiana, nelle aperte campagne, qualche tonfo fino a -6/-6,5°C ha bruciato la fresca vegetazione primaverile, messa a dura prova e ‘strinata’, peraltro, anche in siti meno esposti e semiurbani. In generale, hanno retto i gelidi record dell’8 aprile 2003 e talora quelli ancor più tardivi del 14 aprile 1986.
A Pontremoli-Verdeno, la minima di -4,2°C si è piazzata in quarta posizione (dopo i -6,0° dell’8 aprile 2003, i -5,0°C del 14.04.1986 e i -4,5°C del 4 aprile 1970), più o meno ai livelli del 7 aprile 1929. Da notare che, nel 2003, alla gelata dell’8 seguì la neve il giorno 9, mentre la gelata del 7 aprile 1929 seguì la neve del giorno 6. A Villafranca-Ghiaione, i -5,8°C di giovedì scorso hanno superato i -5,0°C del 14.04.1986 rimanendo secondi solo ai -7,2°C dell’8 aprile 2003.
Fino a venerdì 9 (aprile 2021), la variabilità atmosferica ha decretato la qualifica di ‘misto’ per lo stato del cielo. Talora si è trattato di nuvole ad evoluzione diurna, poi di avamposti del sistema frontale in arrivo. Questo ha fortunatamente evitato il ripetersi di un’altra gelata la notte del 9, essendosi il cielo coperto da mezzanotte in poi con una lieve pioggerella entro l’alba.
Nel campo del vento, calmatasi la tramontana la notte dell’8, è subentrata la circolazione di brezza, via via rinvigorita dalla nuova componente sinottica da W, anch’essa piuttosto fredda. La copertura totale, ostinata e sempre più bassa dei giorni 10, 11 e 12, veniva accompagnata da pioviggine, pioggerella debole, poi moderata in un crescendo di intensità molto, molto graduale. Il 12, infine, la pioggia cadeva anche a rovesci un po’ più arditi. I massimi apporti si sono realizzati domenica nell’alta Lunigiana e lunedì in quella centro-orientale.
La lunga durata di queste precipitazioni, iniziate sabato mattina e protrattesi fino a lunedì pomeriggio con qualche pausa (la più lunga tra il pomeriggio e la sera di domenica), recavano apporti di tutto rispetto sia in pianura e alla marina che nelle valli interne, e ancor più in montagna. Era quanto serviva dopo il periodo asciutto avviatosi a metà febbraio: aprile difficilmente tradisce le attese in fatto di acqua. Se a fondovalle, nei tre giorni dal 10 al 12, sono caduti 100-150 mm a seconda dei luoghi, sull’Appennino si giunge a 200-250 mm e nei siti più piovosi delle Alpi Apuane financo a 300-350 mm. In 45-50 ore, quindi, è venuta ovunque, dai monti al mare, quasi tutta la pioggia che spetterebbe ad un intero mese di aprile: è come se avesse voluto mettere in pari… anche marzo, che se ne era andato senza ‘regolare’ i conti.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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