Stili di vita rinnovati per la Custodia del Creato

33editorialeLa 15ª Giornata nazionale per la Custodia del Creato, celebrata dalla CEI il primo settembre, ricorre in un anno particolare per la comunità umana. La pandemia che sta caratterizzando questi mesi ha messo a nudo la vulnerabilità dell’uomo e le sue false sicurezze, come evidenziato da Papa Francesco nel momento di preghiera del 27 marzo: “Siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto”, denunciò il Santo Padre in una Piazza San Pietro vuota e piovosa.
“Avidi di guadagno – incalzò Francesco – non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”. Società e ambiente sono temi inscindibili, quindi: il Papa lo sostiene da quando, cinque anni fa, nell’enciclica LaudatoSi’, scrisse che “non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura” (n. 139).
È evidente quanto le comunità cristiane fatichino ad assimilare non solo l’idea di Papa Bergoglio di una “ecologia integrale”, in cui l’emergenza ambientale sia affrontata nel più complesso contesto dei problemi sociali, ma anche solo a sentire come urgenza il tema ecologico di per sé. La formazione di presbiteri e laici, negli ultimi decenni, ha eluso o ha affrontato con estrema prudenza temi di natura sociale che potevano determinare contaminazioni con realtà extraecclesiali: il tema ambientale è stato uno di questi.
C’è quindi un ritardo da colmare. Nel tessuto ecclesiale, tuttavia, non sono poche le realtà che, in anni in cui le priorità pastorali erano altre, si facevano pioniere di uno stile ecclesiale e personale coincidente con il titolo del messaggio dei vescovi italiani per la Giornata per la Custodia del Creato 2020: Vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, per nuovi stili di vita.
È valorizzando quelle esperienze profetiche, che nella comunità ecclesiale hanno scontato un lungo periodo di indifferenza o, peggio, diffidenza, che si può cominciare, come espresso dai vescovi nel messaggio, ad “assumere uno sguardo contemplativo, che crea una coscienza attenta, e non superficiale, della complessità in cui siamo e ci rende capaci di penetrare la realtà nella sua profondità. Da esso nasce una nuova consapevolezza di noi stessi, del mondo e della vita sociale e, di conseguenza, si impone la necessità di stili di vita rinnovati, sia quanto alle relazioni tra noi, che nel nostro rapporto con l’ambiente”.

Davide Tondani

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