Sono del Cybei le statue della chiesa di San Francesco a Carrara

Una scoperta documentale conferma l’attribuzione all’abate-scultore

24San_Francesco_Carrara2Leggendo una tesi di laurea che riguardava la chiesa di S. Francesco di Carrara, Elio Palomba, insegnante in pensione, appassionato di storia locale, ha scovato una notizia inattesa. Da mesi impegnato a capire i motivi dell’attualità di San Giovanni da Capestrano di cui esiste, nella stessa chiesa, una tela settecentesca che lo rappresenta come “triumphans” alla battaglia di Belgrado del 1456 contro i Turchi di Maometto II, Palomba si ritrova a consultare alcuni testi e, in particolare, una tesi di laurea.
24San_Francesco_Carrara1Nei documenti in Appendice, in particolare in alcuni stralci dal Libro maestro, in cui sono registrate tutte le memorie del Convento di S. Francesco a Carrara dal 1617 al 1807, trova informazioni sull’altare cosiddetto di San Pasquale o dei Santi Francescani. Da qui la scoperta: a pagina 27, risulta che “nell’anno 1767… furono messe le due statue di marmo dell’altare maggiore, una rappresentante, il nostro San Francesco, e l’altra San Bernardino da Siena fatte dal Signor Giò Cybei, parte per carità e parte pagate con limosine d’un benefattore”.
Quelle statue, quindi, ora hanno una firma: Giovanni Antonio Cybei. In verità, qualche anno fa, Piero Donati, già funzionario della Sovrintendenza della Belle Arti per la provincia di Massa-Carrara, aveva avanzato l’ipotesi che fossero da attribuire al Cybei. “Ho cominciato ad occuparmi della chiesa di San Francesco – spiega Donati – e delle sculture in essa conservate nei primi anni Ottanta, ma sono giunto ad attribuire al Cybei le due statue in questione soltanto nel 2011, nell’ambito di un approfondito esame dell’intera attività dello scultore. Il confronto con altre opere del maestro, quali le due Virtù eseguite per Lucca, ha consentito di formulare l’attribuzione”.
Mancava però, a verificare l’ipotesi, la prova documentale che ora è stata portata alla luce.

Giovanni Antonio: valente artista e canonico del Duomo

Giovanni Antonio Cybei nasce a Carrara nel 1706, figlio di Carlo Andrea e di Maria Maddalena Carusi. Rimasto orfano di padre in giovane età, viene allevato dalla famiglia della madre, imparentata con lo scultore Giovanni Baratta; questi si accorge del precoce talento del ragazzo e lo avvia alla sua stessa professione. A quindici anni Giovanni Antonio si reca a Roma, dove collabora all’esecuzione del cavallo della statua equestre di Carlomagno, posta a sinistra nell’atrio di S. Pietro a pendant di quella di Costantino del Bernini. Nei sette anni romani, Cybei studia la scultura antica e la pittura.
Rientra a Carrara verso il 1728 e lavora per lo zio per un decennio. Nel 1739 si mette a studiare la grammatica e la filosofia per ricevere gli ordini sacri. Diviene sacerdote e canonico del Duomo, ma continua a lavorare il marmo. A partire dalla seconda metà del secolo emerge come artista autonomo. Realizza, tra l’altro, il mausoleo del Cardinale Giulio Alberoni a Piacenza, poi il mausoleo di Francesco Algarotti, nel camposanto pisano. Il 26 settembre del 1769 la duchessa Maria Teresa nomina l’artista primo direttore della nuova Accademia di belle arti di Carrara.
In questo periodo esegue un gruppo colossale in marmo raffigurante la Zarina Caterina II con un turco inginocchiato ai suoi piedi, i busti del Granduca Leopoldo, di Carlo Sigonio e di Lodovico Antonio Muratori, nonché la statua equestre di Francesco III,  collocata in piazza S. Agostino a Modena e distrutta durante l’occupazione francese del 1796. Molte opere sono state esportate in Olanda, Francia e Russia.
Di lui restano: a Sarzana il gruppo in marmo raffigurante S. Agostino con l’angelo; a Lucca, chiesa di S. Caterina, le statue della Carità e Purità; a Pisa, chiesa di S. Silvestro, le statue dei Ss. Domenico e Silvestro. Il Cybei muore a Carrara nel 1784 e viene sepolto nella Compagnia Grande presso il Duomo di S. Andrea.

(R.B.)

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