Intervista alla dirigente Arrighi “buona la preparazione scolastica ma bisogna andare oltre i campanilismi”

Intervista alla prof.ssa Silvia Arrighi, dirigente scolastica dei Licei statali lunigianesi. Le sue riflessioni dopo i primi sei mesi da quando ha assunto l’incarico.

La Dirigente scolastica Silvia Arrighi
La Dirigente scolastica Silvia Arrighi

Dopo alcuni anni di reggenze i Licei statali lunigianesi hanno finalmente, da settembre, una dirigente scolastica titolare che per almeno tre anni rimarrà nella sede centrale di Villafranca. In tal modo potrà impostare una politica scolastica di lungo respiro e meglio ancora sarebbe se dopo i tre anni (il tempo stabilito dalla legge per i vincitori di concorso) dovesse optare per una conferma. Questo potrebbe davvero accadere perché la prof.ssa Silvia Arrighi abita alla Spezia. La prima impressione che si ha incontrandola è quella di una persona disponibile, attenta, gentile, che sa accogliere con un bel sorriso, un fatto che di questi tempi, pieni di gente arrabbiata e che ce l’ha con il mondo, non guasta proprio. Laureata in letteratura classica all’Università di Pisa, Silvia Arrighi svolge la sua attività di insegnamento per circa 4 anni a Como e poi alla Spezia presso la Scuola secondaria di primo grado “J. Piaget”, dove entra nello staff del dirigente scolastico. Superato il concorso per dirigenti, ha scelto i nostri Licei statali lunigianesi. Durante la nostra conversazione afferma di essersi trovata subito bene e di essersi sentita ben accolta. Inoltre dice di essere stata fortunata per la buona segreteria che ha trovato e per i docenti che si sono mostrati molto collaborativi.

Quali sono le sue impressioni sulla Lunigiana?
La frequentavo già perché venivo a Pontremoli per il Premio Bancarella e al Bancarellino con i ragazzi della mia scuola. Ho trovato che è una terra con una fortissima identità, ricca di cultura e di storia; insomma, una terra molto interessante e bellissima con scorci davvero incantevoli come, ad esempio, Filetto, Bagnone o gli Stretti di Giaredo.
Quali sono i punti di forza e di debolezza dei nostri licei?
I punti di forza sono la cura individuale nei confronti dei ragazzi da parte dei docenti e alcune iniziative veramente innovative quali ad esempio quella legata alla pratica del dibattito. Un punto di debolezza è una sorta di campanilismo che si avverte fra i vari comuni e anche fra le tre sedi. Talvolta, poi, sembra che le nostre scuole siano penalizzate dai trasporti, poco elastici e che dovrebbero misurarsi con le esigenze della scuola, visto che la loro utenza è soprattutto scolastica.
Chi sono gli studenti? Chi sono i docenti?
Gli studenti li penso sempre in modo molto positivo, come una carta bianca pronta a farsi scrivere. Nutro grandi speranze nei confronti dei ragazzi. Per quanto riguarda i docenti devo dire che insegnare non è un mestiere come un altro e se non c’è più riconoscimento sociale, anzi c’è una certa denigrazione, questo non ci deve abbattere. Dobbiamo avere una consapevolezza etica del nostro ruolo; soprattutto oggi che non c’è più niente che sviluppi le competenze umane necessarie, deve essere la scuola a darle e il docente deve sapere anche affascinare gli studenti, non limitarsi all’insegnamento della sua disciplina.
Come sono andate le iscrizioni (che ricordiamo si sono concluse il 31 gennaio scorso)?
Le iscrizioni sono andate bene perchè le famiglie hanno visto l’impegno dei docenti che non hanno fatto il solito orientamento, hanno messo in atto varie iniziative dalle quali è stato possibile vedere come lavorano i docenti di ciascuna scuola. Mi auguro comunque che ci sia stato anche il passaparola fra le famiglie.
Quali sono i suoi progetti?
Ho iniziato da qualche mese a fare questo lavoro che mi piace, spero di fare esperienze diverse e per ora l’unico progetto è fare bene la dirigente scolastica. Per quanto riguarda me stessa spero di avere buona salute per godermi i miei figli, Giovanni ed Eugenia, il più a lungo possibile e cogliere tutte le occasioni per far festa ed essere felici. Non ho quindi grandi progetti se non quello di essere “travolta da un insolito destino…” nel nuovo incarico da dirigente e comunque speriamo di riuscire ad andare avanti così, così va bene.

Buon lavoro prof.ssa Arrighi e grazie fin da ora per quello che farà per i nostri giovani e per la Lunigiana.

Fabrizio Rosi

Condividi