Rinnovato a Milano l’appuntamento degli “Amici del Campanone”

In un clima sempre ricco di simpatia ed amicizia

Un momento della visita degli "Amici del Campanone" nel museo del Cappuccini a Milano
Un momento della visita degli “Amici del Campanone” nel museo del Cappuccini a Milano

Non è stata certo la nebbia che abbiamo incontrato lungo tutto il percorso per raggiungere la capitale meneghina a farci entrare nel clima previsto per l’incontro annuale degli “Amici del Campanone”, quanto, insieme a tanti volti noti per antichi trascorsi, la visita ad una perla della Milano sconosciuta, da cui sono venuti non solo spunti nostalgici, ma anche tanti richiami ai trascorsi storici di Pontremoli con il ducato lombardo. Mentore ed ideatore, al solito, il presidente Claudio Caldi, citato in tutta la sua naturalezza proprio per come riesce ad offrire non solo agli ospiti, ma agli stessi “milanesi”, un’altra perla inattesa, questa volta il Museo dei Cappuccini, in Via Kramer, ovvero non solo un bagno nella storia francescana, ma soprattutto nella storia di sapore manzoniano e nell’arte lombarda più golosa con, in più, un piccolo bagno nell’arte italiana del Novecento, da Boccioni a Lilloni, passando per Carrà e De Pisis, che meriterebbe una riflessione a sé.

Claudio Caldi, presidente degli "Amici del Campanone" di Milano
Claudio Caldi, presidente degli “Amici del Campanone” di Milano

Ancora in bocca un misto di sapori tutti da definire, soprattutto per assaporarli fino in fondo ed ecco l’incontro nella conviviale di rito, in mezzo ad una compagnia ormai familiare che non cessa però mai di gioire nel vederti e, meglio, di vedere gli ospiti d’occasione come messaggeri di qualcosa di ben noto, ma sempre da scoprire. Nel cuore della manifestazione, dopo gli auguri di rito del Presidente, quelli del Sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini e della Sindaca di Filattiera Annalisa Folloni, così citate per esplicita scelta, che hanno rimarcato con quelle che non sono mai frasi di rito il valore di rapporti sempre vivi che danno ancora più significato al rapporto con le tradizioni dei paesi d’origine. Così, quando i rappresentanti delle due fazioni dell’inesauribile battaglia dei falò si sono confrontati in un turbinio di parole e di immagini che quasi quasi riuscivano fisicamente a ricostruire gli eventi consumati tra Magra e Verde, allora si è capito fino in fondo che il vero piacere non è quello di sapere chi abbia vinto la battaglia, ma di ritrovare quella verve polemica che tanta parte ha avuto da sempre nella storia di Pontremoli e che crediamo sia servita a molti de nostri, emigrati per necessità, a fare la giusta carriera. è innegabile che, al di là delle battute, a lungo ha aleggiato sulla sala un misto di piacere e nostalgia prestamente contenute dalla intuizione di Claudio Caldi che ringraziando i presenti per la loro partecipazione e dando appuntamento al prossimo anno, ha ricordato i significati del momento senza trascurare però di ricordare la tappa della prossima estate il Lunigiana, la terra avita che una volta di più Elisabetta Zini ha voluto proporre ai presenti in un magnifico calendario con immagini di sogno che certamente per molti acuiranno il desiderio di un pronto ritorno. (lb)

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