L’omelia di mons. Giovanni Santucci: “Vieni, Signore, nel mio cuore c’è posto per te”

L’omelia di mons. Giovanni Santucci al pontificale del giorno di Natale nel duomo di Pontremoli

01Pontificale_Pontremoli_Natale2019b“Senza verità e senza giustizia la pace non ci sarà mai!”; il messaggio proclamato dagli angeli ai pastori – la pace riservata agli uomini che Dio ama – è al centro dell’omelia pronunciata da mons. Giovanni Santucci nel pontificale del pomeriggio di Natale nel duomo di Pontremoli. Una pace, però, che non nasce per caso, ma è frutto dell’impegno dell’uomo, in particolare del cristiano che ha conosciuto e accolto il Vangelo, a praticare la verità nella vita di ogni giorno e a cercare di riconoscere la giustizia che viene da Dio.
“Siamo qui, stasera, sereni e contenti – ha detto il Vescovo – perché è Natale, ma sapete quante guerre ci sono sparse per il mondo, oggi, 25 dicembre? Ci sono 70 guerre in atto. E pensiamo che a combatterle siano persone fuori di testa? Sono tutte persone che pensano che con la violenza si possa arrivare a vivere in pace, che facendo la guerra si costruisca la pace! Sapete quanta gente oggi nel mondo non ha mangiato? E non perché non aveva fame! Perché ci sono i poveri al mondo? Perché ci sono i ricchi! Se questi si accontentassero di meno, ci sarebbe da mangiare per tutti. Allora, la deviazione dalla volontà di Dio, questa libertà usata male dall’uomo che il peccato ci racconta, è una realtà concretissima che bisogna cambiare”. L’unica proposta credibile di cambiamento – ha ricordato mons. Santucci – è il Vangelo, che ci insegna che “la violenza si vince col perdono, la giustizia si fa con la condivisione”.
01Pontificale_Pontremoli_Natale2019cAll’inizio dell’omelia, il vescovo Giovanni ha posto la domanda che può aiutarci a capire qualcosa del mistero del Natale: “Perché il Figlio di Dio si fa uomo? Perché c’è bisogno che Dio si faccia uomo, quando è lui che conduce la storia? Dio ci ha creati diversi da ogni altra creatura, ci ha creati liberi, intelligenti, capaci di amare… ma abbiamo risposto alle sue attese o abbiamo cercato e cerchiamo di fare i fatti nostri, mettendo da parte la volontà di Dio?”
Ecco perché “nella ‘pienezza del tempo’, come la definisce la lettera agli Ebrei, Dio ha deciso di intervenire nella nostra storia. È una lunga storia di profezia, di scelta di un popolo; poi Dio interviene, manda il Figlio perché gli uomini possano uscire da quella situazione senza uscita in cui si sono incastrati. Quando Giovanni deve descrivere il Natale, non ha bisogno di fare come gli altri evangelisti perché i cristiani il Vangelo lo avevano già tra le mani; allora fa una sintesi: ‘In principio era il Verbo… venne tra i suoi ma i suoi non lo hanno accolto… a quanti, però, lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio, generati non dalla carne né dal sangue ma nati da Dio’. Questa descrizione Giovanni la fa per noi che abbiamo capito che non c’è speranza senza il Vangelo, senza far posto a Gesù e alla sua Parola nella nostra vita”.
01bambinello_Duomo_PontremoliGesù è venuto sulla terra per dirci queste cose ma non è stato accolto, è stato crocifisso. A distanza di più di due millenni di storia cristiana dobbiamo chiederci se noi, che conosciamo il Vangelo, lo abbiamo accolto. “Lo stile di Dio – ha proseguito il Vescovo – è di lasciarci la libertà, ma questo non ci toglie la responsabilità delle conseguenze del nostro agire. Noi sappiamo cosa è bene e cosa è male e allora perché lo facciamo? Qui è in gioco la nostra libertà: quando uno compie il male mette in gioco la sua libertà. Dobbiamo essere persone che amano ciò che conta, ciò che costruisce e qui dobbiamo stare molto attenti perché se è vero che la giustizia viene dal cielo, la verità viene dalla terra, da me. Io devo vivere nella verità, cercare la verità, anche se non potrò mai decidere ciò che è bene e ciò che è male perché questo appartiene a Dio. Senza verità e senza giustizia la pace non ci sarà mai! Il Natale diventa la provocazione verso questa liberazione dal male e dal peccato che Dio vuole”.
01Pontificale_Pontremoli_Natale2019aMons. Santucci ha, infine, ricordato i personaggi di maggior rilievo di quella notte santa: “Maria, una ragazza sconosciuta di Nazaret; Giuseppe, suo marito, il suo innamorato, accolgono il Figlio di Dio e gli unici che ricevono la notizia che è nato il salvatore del mondo sono i pastori, persone escluse dalla società perché vivevano con gli animali, quindi impuri. Sono chiamati, vanno e trovano un bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia: un bambino più povero dei loro” e gli angeli che cantano: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”. “Vorrei – ha concluso – che la nostra preghiera diventasse oggi un ‘grazie’ al Signore per tutto questo, ma anche una invocazione, semplice ma diretta: Vieni, Signore, nel mio cuore c’è posto per te”.

a.r.

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