Fivizzano: il grande caos attorno alla Variante di Gragnola

Tanti interventi dei politici ma poca chiarezza sul futuro dell’opera

Vista dall'alto della frazione di Gragnola
Vista dall’alto della frazione di Gragnola

L’importante è parlarne. Bene o male non conta. Il politico o il problema in discussione ne trarranno sicuramente un vantaggio, in termini di visibilità, e, quindi, il primo, anche di beneficio elettorale, il secondo, di accelerazione della sua soluzione. Quante volte si sono sentite affermazioni di questo tipo e, in un certo senso, per il politico il riscontro di voti, talvolta, si è anche registrato. Se altrettanto si potesse dire per il finanziamento e la realizzazione di opere pubbliche attese, la Variante di Gragnola, per il numero di volte in cui è stata chiamata in causa, sarebbe un problema risolto. Anche nelle ultime settimane è stata al centro di comunicati e controcomunicati assai pungenti dei massimi esponenti istituzionali ed ex amministratori del PD. Gioverà tutto il concentramento mediatico sulla variante a mettere insieme i soldi per completarla come prevede il progetto esecutivo approntato dal Comune……(meglio precisare quando era sindaco Paolo Grassi)? La polemica, infatti, era stata innestata dalle osservazioni dell’ex sindaco Grassi ad una nota data alla stampa dal consigliere regionale Giacomo Bugliani, che comunicava che era stata attivata la procedura d’appalto dell’ultimo lotto della variante di Santa Chiara, per un importo di oltre 5 milioni di euro, cofinanziato dalla Regione. Durata dei lavori prevista in 571 giorni.

Il formale passaggio di consegne, nel giugno 2019, tra il sindaco uscente, Paolo Grassi, e quello appena eletto, Gianluigi Giannetti
Il formale passaggio di consegne, nel giugno 2019, tra il sindaco uscente, Paolo Grassi, e quello appena eletto, Gianluigi Giannetti

Alla soddisfazione espressa dal sindaco Gianluigi Giannetti, anche per l’impegno di Bugliani per la variante di Gragnola, non si univa quella del suo predecessore Paolo Grassi, che, anzi, rimproverava pubblicamente al consigliere regionale di “appropriarsi di meriti non suoi”, essendo state le decisioni in proposito prese ai tempi della sua amministrazione, che aveva anche finanziato ed approvato il progetto esecutivo del tratto viario che porta a Piandimolino. A quest’ultimo deve, ora, essere rivolta ogni attenzione per reperire i finanziamenti necessari alla sua realizzazione, attesa da anni nella Valle del Lucido, e non lasciare l’iniziativa del suo inserimento nel Piano regionale delle opere pubbliche al consigliere regionale M5S Giacomo Giannarelli. “Polemiche inutili per strumentalizzazioni politiche, quelle di Grassi, divenuto, da fiero avversario di Renzi, fervente sostenitore di “Italia Viva”, la replica di Bugliani e Giannetti. L’ex Sindaco, a loro giudizio, ha perso un’occasione per unirsi al compiacimento di vedere avviata a conclusione un’opera “frutto di un lavoro portato avanti da loro in sinergia di vedute e di intenti, come sta avvenendo anche per altre questioni, prima di tutte l’utilizzo del secondo piano della Don Gnocchi”. Le buone relazioni fra istituzioni, infatti, possono aiutare a risolvere i problemi, ma “non sempre Grassi le ha perseguite”. Nell’acceso dibattito è intervenuto anche l’onorevole Cosimo Maria Ferri con una proposta ad effetto: “Considerata la valenza strategica della variante di Gragnola per tutta la Valle del Lucido, si uniscano intorno ad un tavolo, convocato dal presidente della Provincia Lorenzetti, tutte le istituzioni e le forze politiche del territorio, per chiedere alla Regione un intervento risolutivo, che non guardi a mettere bandierine, ma a lavorare insieme sui problemi”. Che questo incomprensibile, ma non troppo, “cancàn” polemico, tutto di centrosinistra, a parte le ironiche osservazioni del consigliere Domenichelli, produca qualcosa di buono?

Andreino Fabiani

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