In calo le presenze turistiche in Lunigiana e in provincia

L’allarme è lanciato dal rapporto 2019 pubblicato dalla Camera di Commercio

turistiLettini vuoti sulle spiagge della Costa, alberghi e strutture ricettive semi vuoti in Lunigiana. Sembrerebbe sia stata un’annata tragica, quella appena conclusa, per il turismo nella nostra Provincia, almeno secondo i dati offerti dal rapporto della Camera di Commercio di Massa Carrara che, seppure limitati al periodo da gennaio a settembre, comunque fotografano una decisa diminuzione rispetto allo stesso lasso di tempo nel 2018. Il dato complessivo vede una diminuzione di circa l’8% per quanto concerne gli arrivi e del 5,3% per quanto riguarda le presenze. Entrambi i dati sono trascinati verso il basso da due fattori: il netto calo di presenze turistiche nel comune di Massa (che va a coprire circa il 70% delle utenze turistiche della provincia) e la netta diminuzione di turisti stranieri. “Sono mancati – evidenzia un albergatore massese – soprattutto tedeschi ed inglesi. Complice la crisi economica, soprattutto in Germania, che ha spinto a scegliere destinazioni a basso costo come la Tunisia, l’Egitto o la Turchia, che hanno tariffe più basse anche se spesso a scapito della qualità”. C’è anche da dire che in questa fase storica di incertezza economica, a risentire particolarmente della crisi è la cosiddetta “fascia media”, che magari rinuncia a partire o diminuisce i giorni di vacanza; così, mentre le mete più esclusive e ricercate continuano a registrare il “sold out”, le destinazioni più a buon mercato annaspano sempre di più.

turistiMa torniamo ai dati. Come detto sopra, netta la diminuzione del turismo straniero in provincia che cala del 15,2% negli arrivi (57.329) e del 13,2% nelle presenze (200.705). Dati che vengono confermati sia nel settore alberghiero (-13,5% negli arrivi e -12,3% nelle presenze) che in quello extralberghiero (rispettivamente, -17,4% e -14,4%). Comunque, non è che con gli italiani vada tanto meglio, anzi, anche qui siamo di fronte ad un significativo calo con un -5,5% negli arrivi e un -3% nelle presenze. Se con gli stranieri il calo era abbastanza uniforme, qui c’è invece una decisa perdita nel settore alberghiero (-6,5% negli arrivi e – 8,9% nelle presenze), mentre nelle strutture extralberghiere si limitano i danni negli arrivi (-4,7%) e le presenze chiudono in pareggio (531.011); dati che sembrerebbero confermare la ricerca del risparmio da parte degli utenti. Come già anticipato, è soprattutto Massa a trascinare in basso il dato complessivo: -5,8% negli arrivi (169.720), e -5,6% nelle presenze (751.745); particolarmente sconfortante è il dato delle presenze alberghiere che segnano un -10,6%. Non che nelle altre aree del territorio si faccia molto meglio. Sulla stessa linea d’onda è Montignoso (-15,4% negli arrivi e -11,9% nelle presenze), che ha un vero e proprio “crollo” nel settore extralberghiero (-49% negli arrivi e -34,1% nelle presenze), con ogni probabilità assorbito dal comune di Carrara, unico che segna dati positivi con un +13,7% nelle presenze, trascinato in quella voce proprio dal settore extralberghiero (+40,9) con 45.367 presenze.

Un'immagine d'archivio di due cicloturisti

Anche la Lunigiana, dopo alcuni anni estremamente positivi, segna il passo, purtroppo con dati negativi in quasi tutti settori. Unico segno più, secondo l’indagine della Camera di Commercio, sono le presenze degli stranieri negli alberghi (14.922, +0,9% rispetto allo stesso periodo del 2018). Per il resto è tutto un segno meno, con una diminuzione sia tra gli stranieri (-14,2% arrivi, -7,6% presenze) che tra gli italiani (-11,2% arrivi, -13% presenze), in calo sia le strutture alberghiere che extralberghiere. Particolarmente accentuato il crollo in queste ultime che, negli ultimi anni, avevano senza dubbio rappresentato la “colonna portante” del turismo in Lunigiana e che oggi segnano un netto calo sia negli arrivi (15.380 , -18,2% venendo superate dagli alberghi) che nelle presenze (42.410, -14,2%). A proposito delle presenze, l’indagine della Camera di Commercio offre anche un’interessante analisi di come sia cambiata la “sosta” in questi ultimi venti anni. Il soggiorno medio, dal 1998 ad oggi, è diminuito da una media di 7,7 giorni a 4,2 del 2019 (passando per i 6 del 2008). Un calo che ha il suo motore principale non tanto nel settore alberghiero (calato da una permanenza media di 4 giorni a 3,2) ma in quello extralberghiero, che è sceso di oltre una settimana: dalla permanenza media di 13,5 giorni dei turisti presenti nel 1998 si è arrivati a 8,4 giorni nel 2008 sino ai 5,2 giorni del 2019. (r.s.)

Tabella delle presenze turistiche realizzata dalla Camera di Commercio relativa al periodo tra gennaio e settembre 2019
Tabella delle presenze turistiche realizzata dalla Camera di Commercio relativa al periodo tra gennaio e settembre 2019

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