Fermare l’ odio, il male antico del consenso che premia la demagogia xenofoba

47libroL’autore del breve saggio Fermare l’ odio è Luciano Canfora, storico, filologo, grecista, professore dell’Università di Bari, una delle migliori teste pensanti di cui dispone oggi l’Italia, è stato spinto a scrivere questo “libro-istante” nell’estate scorsa dall’imperversare della disumana chiusura dei porti imposta dal governo italiano allora in carica a danno di profughi dall’inferno libico.
Il suo giudizio è netto: quella disposizione governativa ha macchiato l’onore del nostro paese e rivela anche il male antico e sempre latente del lauto consenso che premia la demagogia xenofoba, quella che ottanta anni fa varò le leggi razziali e oggi bombarda di osceni messaggi di odio antisemita la senatrice Liliana Segre, fa gridare “vattene, Ebreo” contro il giornalista Gad Lerner al raduno leghista a Pontida il 15 settembre 2019.
Facendo proprio il monito di Primo Levi che è necessario conoscere il male compiuto nella storia perché non torni a sedurre e oscurare nuovamente le coscienze, anche le nostre, Canfora dice la verità storica di come il fascismo conquistò il potere apparendo rispettabile e “normale” ai benpensanti, liberali e conservatori; la ragione sottintesa era che quella sterzata politica costituiva per loro il solo efficace rimedio contro le mire (ma forse velleità) rivoluzionarie del comunismo e furono premiati da largo consenso, anche all’estero.
La “complicità internazionale col fascismo” si consolidò durante la guerra civile spagnola, culminò nella conferenza di Monaco del 29-30 settembre 1938. Erano ciechi?
Il fascismo aveva soppresso i partiti e la libertà di stampa, ridotti i sindacati ad essere corrivi col regime, vi si sprofondò per progressivi slittamenti, per gradi “distilla veleno una fede feroce” (Montale). Si capì tardi e venne la catastrofe.
Oggi sono tanti a credere che il “populismo nero” (formula lanciata dallo storico Marco Revelli) non ha nella sua prassi la violenza connotato del fascismo di allora e quindi si scrive che non può tornare. Ma la campagna di massa anti-migranti, sebbene negata, è violenza, se consideriamo che anche i neri sono persone, fratelli per i veri cristiani. Per ogni popolo civile il soccorso in mare è valore e dovere “sacro”, un bene non negoziabile, lo afferma l’art.10 della Costituzione “lo straniero ha diritto d’asilo”. In forme sadiche si è manifestata violenza a danno di centinaia di disperati ridotti allo stremo per settimane sulle navi, a rischio di ricacciarli nella Libia dei Lager e della guerra civile.
Canfora indica come uscire dal pericolo orrendo di un nuovo uomo forte: bisogna reagire ai fascismi con gli anticorpi che ancora ci sono in tanti cittadini italiani-europei. L’ondata migratoria, innescata da una planetaria disuguaglianza dovuta al capitalismo predatorio sugli uomini e sull’ambiente, non può avere soluzioni vietando sbarchi o alzando muri o con provvedimenti solo nazionali.
Bisogna fermare l‘odio con atti concreti: lo fanno i sindacati quando operano per integrare i migranti, lo fanno le chiese, la cattolica nella situazione favorevole e molto contrastata di avere un papa gesuita e argentino “addestrato a pensare il mondo”.
Dopo aver dato l’assalto al mondo con ondate coloniali e neocoloniali, l’Europa ricca potrebbe dar vita a “una struttura federale euro-africana gravitante sul Mediterraneo, effettivamente paritaria, e in prospettiva sempre più integrata”. Si creerebbe “una feconda interazione tra un grande capitale umano e il capitale di conoscenze e risorse dell’Europa”. Il Mediterraneo, oggi cimitero a cielo aperto, può tornare un’area politico-culturale unitaria, come lo fu per secoli.

Maria Luisa Simoncelli