Calcio: una stagione così eterogenea sarà difficile da dimenticare in tutti i sensi

Ai grandi risultati ottenuto da Pontremolese e Serricciolo, che alzano di livello tutto il nostro calcio, fanno da contraltare una stagione di Seconda a dir poco deprimente e resa ancora più desolante dalla retrocessione della matricola Mulazzo e quella, ancor più inutile, della Terza dove dire che facciamo da sparring partners alle versiliesi è quasi un complimento. Eppure, tutto tace e nessuno si lamenta, anzi, addirittura, si propongono incentivi per fare nascere nuove società il cui destino sembra già segnato prima ancora dell’esordio.

La rosa della Pontremolese 2018-19
La rosa della Pontremolese 2018-19. La squadra, con la vittoria del campionato di Promozione e il conseguente passaggio in Eccellenza, rappresenta il gioiello della stagione calcistica locale

Probabilmente, come ci ha suggerito qualcuno con un po’ di istintivo risentimento, è ora di chiudere la stagione dei nostri sproloqui soddisfatti ormai di quanto successo in positivo e, soprattutto, per evitare di continuare a girare il coltello nella piaga di una situazione del nostro calcio minore che, per quanto meriti un’adeguata riflessione da parte di chi lo pilota, non vede l’ora di mettere tutto a tacere, facendo finta, al solito, che nulla sia successo. Stranamente, siamo quasi d’accordo, anche se non è detto che, dopo l’ennesima puntata, non sia ancora il caso di tornarci su, non fosse altro che per metterci bene in testa quanto accaduto e imprimercelo nella memoria nel modo giusto, per farne il presupposto per futuri peana e, ovviamente, per prevedibili lamentazioni. Non scordiamo, poi, che sull’estate incombe quanto dovrà essere organizzato di necessità dalla ASD Pontremolese 1919 sia per dare il giusto rilievo all’impresa appena compiuta ma, soprattutto, per dare l’ancor più giusto risalto all’appuntamento del centenario che, in un modo o nell’altro, dovrà trovare lo spazio dovuto nei margini già angusti dell’estate pontremolese, visto che rischia di diventare veramente, per l’evidente importanza nella storia cittadina, il momento centrale di tutta la stagione. Non c’è dubbio, però, che sarà necessario convincere tanta gente dell’importanza dell’evento per cui sarà opportuno muoversi per tempo e nel modo opportuno, magari evitando di fare concorrenza a Medievalis che, nel confronto, darebbe tutto un altro significato alla vicenda. Insomma, bandendo dalla solita voglia di fare quella polemica che “ci è così congeniale”, come diceva tanto tempo fa un nostro convinto estimatore (sic!), tirando le somme della stagione non vediamo perché non dovremmo essere non solo soddisfatti, ma addirittura eccitati! Cerchiamo di analizzare le motivazioni! Intanto la Pontremolese! Lo scoop della promozione in Eccellenza, se non ci ha colti di sorpresa, almeno ci ha esaltati perché la coincidenza del salto di qualità con l’evento centenario era di quelli da auspicare, ma davvero difficilissimo da prevedere con tanta puntualità, anche facendo riferimento alle cabale più astruse. Invece, tutto è successo e la soddisfazione è così tanta che aspettiamo il momento giusto per esternarla senza porre limiti alla nostra già ben nota e contestata fantasia. Nel tutto, un po’ di amaro in bocca ci è stato suggerito dal fatto che il timoniere della barca azzurra sembra intenzionato a mollare la presa per banali problemi economici. Non siamo al momento disposti a crederlo perché, come succede per le opere d’arte, diventa difficile pensare che l’artefice, per banali problemi di interesse, sia disposto a sconfessare quanto realizzato. Sarebbe un po’ che se Michelangelo (sic!) rifiutasse di accreditarsi il Davide solo perché il naso del suo gigante non gli va troppo a genio. Bastasse una martellata, tutto sarebbe risolto, però resta il fatto che senza Mister Ruvo probabilmente quanto accaduto difficilmente si sarebbe realizzato, per cui pensarlo lontano da suoi ragazzi ci pare davvero riduttivo, magari solo in senso morale, che poi non è poco! Vedremo!

I giocatori del Serricciolo festeggiano la vittoria che vale il passaggio in Promozione
Al successo della Pontremolese si aggiunge quello del Serricciolo che con la vittoria dei play off di Prima Categoria è passato in Promozione

Come vedremo quali sviluppi avrà la vicenda Serricciolo che finalmente, dopo tanta attesa, approda in Promozione, un traguardo che in terra aullese non succedeva dal tempo dei Signani, ovvero dalla preistoria calcistica, per quanto davvero gloriosa, del nostro calcio, quando forse era più facile, visto l’entusiasmo e le risorse, scrivere altre pagine della nostra vicenda sportiva. Non vorremmo illuderci, ma siamo quasi convinti che dietro il grande risultato del Serricciolo potrebbe crescere qualcosa di importante, ovvero quello che tanti nostalgici aullesi stanno cercando di riesumare, per ridare ai colori neroverdi quel lustro che per lungo tempo ha illuminato la Lunigiana. Basta girare i bar vecchi e nuovi della augusta città lunigianese per capire che non sono pochi quelli che sperano che gli allori del passato possano ritrovare vigore e c’è solo da sperare che chi tira le fila della vicenda aullese possa credere che anche attraverso lo sport possa ripartire un treno che, al momento, sembra senza carburante e, perciò, tutto rilanciare in qualsiasi modo. Fin qui il meglio e, come si sa, con il meglio si può giocare senza limiti perché per il meglio proprio non c’è ostacolo. Avanza il peggio, ovvero quel mondo indefinibile che fa riferimento ai tornei minori che sembrano restare, nel generico, il regno naturale per la nostra terra, vista la difficoltà, soprattutto recente, per uscirne decorosamente.

Una formazione del Mulazzo Calcio. La squadra ha superato il Cerreto nel primo turno dei play off e si giocherà la Promozione in Seconda Categoria con l'Atletico Podenzana
Le note dolenti di questa stagione arrivano soprattutto dalla Seconda e Terza Categoria. A certificare il brutto risultato la retrocessione dalla Seconda alla Terza del Mulazzo

Quello che rimorde, proprio pensando al meglio, che dentro certi confini così ristretti, ci sia confinata una fetta enorme della nostra storia calcistica, magari senza punte di eccellenza esaltanti ed iperboliche, ma certo tale da provocare ancora oggi eccitazioni interiori decisamente indimenticabili. Chi scorda il sapore di nomi come Villafranchese, Podenzana, Barbarasco, Monti, Filattierese, Fivizzanese, Monzone, Fosdinovese, Palleronese, solo per peccare di nostalgia. Lì dentro ci stanno lustri e lustri di battaglie non misurabili, la cui portata era capace di muovere eserciti di tifosi ben superiori a quelli che, nel lontano Medioevo, partivano alla conquista di obiettivi ben più banali come un castello con quattro casupole disabitate. Allora c’erano in gioco l’identità storica, il senso dell’appartenenza, la dimensione morale di un borgo, il valore di un passato da difendere fino in fondo, l’idea di una volontà di emergere che trascendeva il numero, ma si faceva sostanza di qualità, insomma quanto basta per dare senso ad un’epopea infinita dove ogni pagina aveva il sapore di un evento da scrivere negli annali, convinti che non ci fosse futuro se il presente non avesse saputo dettare i sensi della propria capacità di proporsi. Di tutto questo, pensato e voluto nel pieno rispetto della storia che è stata scritta, non è rimasto quasi nulla, ma solo un accozzaglia di mercenari che a null’altro pensano se non a togliersi il dente dell’impegno preso, ma solo perché adeguatamente compensato. Non vogliamo andare oltre per non trascendere, ma vorremo solo che queste nostre riflessioni, dettate da un amore indefinibile per la nostra terra, sentimento che non riesce in alcun modo ad andare oltre i confini scritti della passione, trovasse una minima “corrispondenza di amorosi sensi”, quegli stessi che hanno dettato a uno dei grandi vati del nostro passato l’idea di esprimere fino in fondo, senza timore di essere frainteso. quale fosse il valore “dello spirto guerrier” che gli “ruggiva” dentro, ma di cui oggi, almeno per troppi di nostri conterranei, si è persa memoria!

Luciano Bertocchi 

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