Il rilancio del Marello passa da un questionario?

Un gruppo di cittadini ha lanciato un’iniziativa per ipotizzare il futuro della struttura

Proprio di fronte all’Istituto Pacinotti-Belmesseri e a pochi passi dai binari della stazione, l’ex convitto del Marello osserva in silenzio il viavai quotidiano di studenti e pendolari. Un edificio pubblico imponente, oggi in disuso, che rappresenta molto più di una struttura vuota: è un’opportunità di rinascita per il tessuto urbano di Pontremoli. Oltretutto in un’area come quella che coinvolge i rioni di Santa Cristina e San Pietro, che da tempo soffrono un problema di spopolamento e che hanno bisogno di incentivi per ridarne vitalità.

Di queste potenzialità ne è convinto un gruppo di cittadini che, dopo aver informato dell’iniziativa il Comune di Pontremoli e la Provincia (proprietaria dell’immobile) ha dato vita ad un breve questionario on line (https://form.typeform.com/to/NvKZRSlC) attivo da qualche settimana.

L'ex istituto scolastico Marello” in Via Cocchi a Pontremoli, uno degli edifici in vendita
L’ex istituto scolastico Marello” in Via Cocchi a Pontremoli

Poche domande a cui si può rispondere in pochi minuti, in cui si chiedono agli utenti la propria opinione per contribuire ad ipotizzare il futuro di uno degli spazi più significativi della città. Una riflessione su cosa manca davvero a Pontremoli e che potrebbe trovare spazio all’interno dell’ex Convitto. Dall’ipotesi di creare un luogo di incontro culturale passando ad uno spazio per fare musica, oppure valutando la soluzione di una sala polifunzionale per finire con una cucina condivisa.

Al momento, ci fanno sapere gli ideatori dell’iniziativa, sono arrivate già più di 200 risposte con l’ipotesi che ha ricevuto più gradimento è quella legata alla realizzazione di una sala polifunzionale, seguita poi da uno spazio per laboratori e attività manuali (ipotesi questa particolarmente gradita dagli utenti con qualche primavera in più), e poi dedicare spazi alle associazioni locali, o ancora pensare all’ipotesi di un ostello.

Ovviamente riaccendere le luci di un edificio di queste dimensioni non è privo di ostacoli. Dallo stato degli impianti alla necessità di interventi specifici, passando ai lavori per l’adeguamento antisismico, le criticità sono reali e numerose. Anche per questo il complesso, messo periodicamente in vendita dalla provincia, trova fatica a trovare un acquirente.

Ci si augura che il progetto dei cittadini possa permettere una svolta anche con la possibilità di intercettare finanziamenti per il recupero della struttura.

(Riccardo Sordi)