Ottima qualità e abbondanza di produzione per l’ olio extravergine

La soddisfazione dei produttori lunigianesi per i risultati della raccolta di quest’anno

Olio extravergine di oliva
Olio extravergine di oliva

Sarà un 2019 molto “condito” per la Lunigiana, che potrà contare su un’abbondante produzione di olio extravergine. Questo è quanto risulta dalle dichiarazioni di alcuni produttori locali con i quali abbiamo fatto il punto sui risultati della campagna olearia 2018-2019. Un dato positivo certificato da Francesca Ferrari, che tratteggia un bilancio complessivo nel suo ruolo di presidente provinciale della Coldiretti e, allo stesso tempo, può esibire la conoscenza di chi esercita l’attività “sul campo” come titolare dell’azienda Ferrari&Lucchetti.

Francesca Ferrari, la presidente provinciale di Coldiretti
Francesca Ferrari, presidente provinciale di Coldiretti e produttrice di olio

Secondo la Ferrari è stato, quindi, “un anno di grande produttività, sia perché non abbiamo sofferto la siccità, come l’anno passato, ed anche perché la mosca olearia non ha causato grossi danni”. Si attende quindi un aumento del 15-20% di produzione di olive in Lunigiana e, più in generale, in tutta provincia di Massa Carrara. Per quanto concerne la qualità, invece, il discorso si fa più complesso, come ci spiega la Ferrari: “Sicuramente sono prodotti di ottima qualità gli olii la cui frangitura è stata effettuata entro la fine di novembre. Per quelli lavorati in seguito la qualità si abbassa, anche se nel complesso si tratta, comunque, di prodotti di buon livello per i quali si è privilegiata l’abbondanza della produzione continuando la raccolta sino alla conclusione della stagione”. Insomma, in controtendenza rispetto al resto d’Italia dove la produzione quest’anno è stata disastrosa – in Puglia, “oliveto d’Italia”, si stima un calo del 50% -, in Lunigiana la produzione dell’olio viaggia a gonfie vele. La crisi nazionale è legata a problematiche metereologiche e parassitarie e, a questo proposito, bisogna tenere alta la guardia, come dimostra l’individuazione di casi di Xylella (il parassita che sta decimando gli oliveti della Puglia) nel grossetano anche se, per ora, la situazione pare del tutto sotto controllo. Ma tornando all’olio lunigianese, quali caratteristiche di profumi e di sapori presenta? Facendo un po’ inorridire gli esperti, con una efficace semplificazione potremmo dire che, come del resto fa parte delle corde di questo territorio, è una sorta di punto di incontro tra l’olio toscano e quello ligure. Quindi presenta alcune delle caratteristiche dell’olio toscano, come la piccantezza e il retrogusto amaro, ma in maniera più delicata e rotonda, avvicinandosi, così, alle caratteristiche dell’olio ligure. “È un olio particolare ed unico – dichiara la presidente Coldiretti – con note piccanti e amare, un retrogusto di carciofo (tipico dell’olio toscano) ma che presenta anche una dolcezza, una leggerezza ed un profumo tipico dell’olio ligure. Ma soprattutto è un olio che esalta le eccellenze gastronomiche lunigianesi come il testarolo”. Tutto questo è dovuto alla pianta più utilizzata, l’olivo Leccino, capace di resistere a temperature basse e che quindi ben si adatta al nostro territorio.

L'azienda agricola "Il Posticcio"
L’azienda agricola “Il Posticcio”

Che il raccolto sia andato bene lo certifica anche un altro produttore, Beppe Bazzà, dell’azienda agricola “Il posticcio”: “Di certo una buona annata e di buona qualità”. Ma se la Ferrari richiamava la sua attenzione sulla frangitura troppo in avanti nel tempo, Bazzà evidenzia l’importanza della corretta procedura nella fase che precede la spremitura che spesso può rovinare anche un ottimo prodotto: “Come ad esempio quando le olive sostano troppo in frantoio o la fanno in modo non appropriato. O che le olive sane vengano “contaminate” da olive scadenti o avariate”. L’olio di Bazzà è un “unicum” nel territorio lunigianese, infatti è l’unico olio che viene utilizzato dalla spremitura di olive denocciolate (in tutta la regione c’è solo un altro produttore che utilizza questa tecnica). Un metodo di lavorazione che fa si “che non vengano rilasciati polifenoli né sostanze tanniche che emergono dalla struttura legnosa del nocciolo. Da tale processo è possibile quindi ottenere un olio extravergine di qualità e dal sapore delicato e leggero”. (r.s.)

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