Vita: dono prezioso e prima meraviglia

giornatavita2017Se persino la canzone più trasmessa in tutte le radio, con più di nove milioni di visualizzazioni sul web, ripete “Come posso io, non celebrarti vita…”, è segno che in un mondo che nelle sceneggiature dà sempre più spazio alla distopia e non fa più nascere bambini, soffrendo, secondo i sondaggi, di un vistoso calo di fiducia nel futuro, la vita rappresenta ancora quell’istinto primigenio che ci fa allargare i polmoni ogni mattina. E cantare e ringraziare per quell’immenso gesto di amore libero e gratuito, da parte di Dio. Ogni uomo è riflesso del Verbo di Dio.
Quindi la vita è un bene “indisponibile”. L’uomo lo riceve, non lo inventa. Lo accoglie come dono da custodire e da far crescere, come prima meraviglia, attuando il disegno dell’unico Creatore. La vita umana non può essere manipolata. Essa viene prima di tutte le istituzioni dello Stato, di tutte le maggioranze, le strutture sociali e politiche; precede anche la scienza con le sue acquisizioni.
La persona realizza se stessa quando riconosce la dignità dell’esistenza e le resta fedele, anche di fronte ai momenti di dolore e di fatica. Nessuno potrà conquistare libertà e felicità oltraggiando la vita, disprezzandola, sopprimendola, preferendole la morte. Questo vale per tutti, in modo speciale per i giovani: il nostro presente da tutelare ed il nostro futuro su cui scommettere.
L’uso pervasivo delle droghe, l’assunzione di stimolanti nella pratica sportiva, le ubriacature e le sfide in auto o in moto… sono scelte sbagliate che dimostrano indifferenza per la vita ed i suoi valori, scarso amore per se stessi e per gli altri. Una società che tollera una simile deriva e non si interroga sulle cause e non cerca rimedi non si rende conto della reale posta in gioco.
Chi da giovane non rispetta la vita, propria e altrui, difficilmente la rispetterà da adulto. Un fattore importante che incide sulla vitalità e sul futuro della nostra società è sicuramente quello demografico. Indispensabile aiutare le giovani famiglie a ritrovare la speranza e l’amore alla vita con progetti mirati da parte di chi ha responsabilità politiche.
Resta grave, nel nostro Paese, il dramma dell’aborto. Vanno valorizzati quegli aspetti della stessa legge 194, che si pongono sul versante della tutela della maternità e dell’aiuto alle donne che si trovano in difficoltà di fronte ad una gravidanza.
Tutti siamo chiamati a fare ogni sforzo per aiutare l’accoglienza della vita. Chi si proclama per la vita, credente e non, dovrebbe trovare un punto d’incontro, se non di collaborazione, per ridurre al minimo e, in prospettiva, cancellare il ricorso all’aborto. I più alti valori umani e cristiani non possono andare separatamente. La difesa della vita, poi, va a braccetto con l’affermazione della pace. Solo nella pace, fondata sulla giustizia, l’uomo può esprimersi nella sua pienezza. Riconoscere e onorare Dio come principio e fine della vita.

(Ivana Fornesi)

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