“Sulle Ali della Gioia”: gli scout al servizio di Chiesa e società

A Pontremoli il convegno dei capi scout Agesci delle province di Lucca e Massa Carrara

05scout_Pontremoli2Oltre cento capi scout AGESCI, provenienti dalle province di Lucca e di Massa Carrara, si sono riuniti sabato 26 e domenica 27 scorsi nel Seminario di Pontremoli per partecipare al Convegno di Zona “Sulle Ali della Gioia”. Il cuore dell’evento è stata la redazione del Progetto di Zona, documento programmatico di validità quadriennale che, a partire dalle esigenze educative dei bambini e dei giovani che vivono l’esperienza scout, mette a fuoco le sfide educative e le necessità formative dei capi, attraverso obiettivi e strumenti concreti che i gruppi scout dell’alta Toscana porranno al centro delle proprie attività per i prossimi anni.
Il progetto – presentato, emendato punto per punto e infine approvato nella giornata di domenica nel corso di un’assemblea cui hanno partecipato tutti i capi presenti – è il prodotto finale di un percorso iniziato lo scorso settembre e portato avanti dal Consiglio di zona e dal Comitato, coordinato dai responsabili di zona, Tania Ricci e Matteo Bola.
05scout_Pontremoli1Al centro, le sfide educative concrete sulle quali mettersi in gioco, i bisogni reali ai quali i singoli capi si impegnano a dare risposte all’altezza del loro ruolo, bello e difficile, di educatori. Tra questi la formazione umana e cristiana dei capi; il desiderio di essere un’associazione di frontiera, a servizio del territorio e della Chiesa e cooperante con le altre associazioni e istituzioni, pronta e ricettiva rispetto alle sfide educative che la realtà presenta ogni giorno; l’urgenza di educare i ragazzi ad essere costruttori di sogni ed esploratori di bellezza, a vivere relazioni reali e non virtuali, attraverso un uso consapevole dei media.
L’orizzonte di riferimento che ha accompagnato l’iter di preparazione al convegno è quello della collaborazione: le radici dell’agire educativo dell’Agesci affondano nella convinzione che solo insieme si possono raggiungere risultati significativi, instaurando – sia all’interno dell’associazione, che con le altre realtà attive sul territorio – un dialogo che sia vera comunicazione e non manifestazione autoreferenziale delle proprie convinzioni, accettando con pazienza, umiltà e dedizione le fatiche che questo lavoro comporta.
05scout_Pontremoli3L’evento è stato arricchito dall’intervento di apertura di Andrea Biondi, pontremolese trapiantato a Milano, medico e direttore dell’Istituto per la cura delle neoplasie ematologiche pediatriche S. Gerardo di Monza, già presidente nazionale AGESCI e oggi direttore del periodico scout “RS Servire”.
Sottolineando l’importanza del ruolo dell’educatore e del percorso scout di fronte ai cambiamenti della società contemporanea, Biondi ha incentrato il suo contributo sulla gioia di essere Capi che vivono l’intuizione straordinaria di Baden Powell come una potente esperienza di bellezza; la gioia di essere cristiani e di essere cittadini, ricordando la promessa che ogni scout ha pronunciato: “La sfida grande di oggi, cari capi, è accorgersi della bellezza di questa straordinaria avventura, che incide profondamente nella vostra vita personale e può fare altrettanto in quella ecclesiale e civile della nostra Italia”.
“Ricordatevi sempre – ha continuato Biondi – e ricordate ai ragazzi che vi sono affidati che lo scoutismo non è solo un gioco straordinario, ma può e deve donarci la convinzione che sia possibile cambiare il mondo, lasciarlo migliore di come lo abbiamo trovato”.
Nel Progetto c’è la voce di tutti i capi che “hanno svolto un ottimo lavoro: una preziosa dimostrazione di come sia possibile costruire pensieri e percorsi comuni e un vero esempio di buona democrazia” – ha sottolineato Matteo Bola, responsabile della Zona Lucca Massa Carrara – “e desidero con il cuore ringraziare tutti coloro che hanno lavorato e reso possibile questo momento, a partire da padre Dario Ravera, per averci accolto così numerosi e ai ragazzi ospiti del Seminario, che hanno collaborato con grande passione per l’organizzazione logistica dell’evento”.

Condividi