Le bombe sulla Filanda di Aulla 75 anni fa

1 dicembre 1943. Morirono 33 civili, tante operaie dello stabilimento. La drammatica testimonianza di mons. Guidoni e la mostra “La fabbrica dei ricordi”

La lapide-monumento che ricorda in nomi delle 33 vittime civili del bombardamento sulla Filanda del 1 dicembre 1943
La lapide-monumento che ricorda in nomi delle 33 vittime civili del bombardamento sulla Filanda del 1 dicembre 1943

“Giornata di terrore e di lutto per Aulla! Eravamo convinti che il nostro paese fosse risparmiato dalla sistematica distruzione operata dai bombardieri alleati. Tanto è vero che Aulla era stata scelta dal Comando Marina e da molte famiglie in cerca di rifugio per passare meno peggio la guerra”. Così mons. Guidoni apriva il suo diario cronicon del primo dicembre 1943: i bombardieri alleati intorno a mezzogiorno, nel tentativo di abbattere il ponte sul Taverone avevano colpito il refettorio della Filanda facendo strage di operai, ma anche di una bambina: Franca Fiasella, la prima piccola vittima della guerra alla quale sono stati dedicati i giardini della scuola.
46filanda_cerimoniaSabato scorso, come ogni anno, il comune di Aulla ha ricordato le vittime civili di quel tragico bombardamento alla presenza del sindaco Roberto Valettini, dei rappresentanti dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Marina Militare e delle associazioni d’arme: carabinieri in congedo e alpini con i loro labari. Presente anche il presidente dell’Istituto Storico della Resistenza Apuana, Paolo Bissoli.
L’invito del sindaco a non dimenticare è stato particolarmente efficace anche per la presenza degli alunni della scuola primaria i quali poi hanno partecipato anche alla Messa in suffragio celebrata da don Tommaso Forni.

Uno scorcio della mostra con foto e materiali del vecchio stabilimento della Montecatini alla Filanda
Uno scorcio della mostra con foto e materiali del vecchio stabilimento della Montecatini alla Filanda

Il dramma della Filanda coinvolse anche diverse famiglie dei comuni limitrofi, perché molti operai provenivano dai dintorni, ma sono le parole che ci ha lasciato mons. Guidoni a rendere il clima di disperazione: “La Filanda era stata colpita, vi sono molti morti. Mi precipito verso quella parte per prestare soccorso; il refettorio dello Jutificio è distrutto, per terra sono distesi una decina di operai. La casa operaia è distrutta, molti sono quelli rimasti sepolti. I feriti sono portati nelle scuole elementari, i morti, poveri morti, nella casa del fascio. La popolazione è addolorata e terrorizzata, molti sfollano in montagna. Sua Ecc. Mons. Vescovo giunge verso sera, si porta subito a consolare i feriti, poi visita le salme; il funerale sarà fatto il giorno dopo e il vescovo si ferma per celebrare la Messa presenti i cadaveri. Ora si comincia a comprendere quanto sia terribile la guerra!”.
In contemporanea con la celebrazione rievocativa i giovani dell’Associazione Fii di Juta, in collaborazione con la scuola primaria di Aulla, la Taddeo Film e l’adesione degli Amici di san Caprasio hanno allestito una suggestiva mostra “La fabbrica dei ricordi”che espone, ancora per il prossimo fine settimana, oggetti autentici che celebrano – come dicono gli organizzatori – “il già visto, l’obsoleto, l’epica e l’etica del fuori uso. Un omaggio all’ingegno, alle mani, alla manodopera”.

Riccardo Boggi

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