Amministrative. Centrodestra e M5S cercano la conquista elettorale di due città “rosse”. Dieci i candidati sindaci a Massa e sette a Sarzana. Due sfide che si presentano entrambe molto delicate per il centrosinistra che deve confermare i sindaci in carica ed invertire un trend negativo nelle due Province
Il clamore delle vicende politiche nazionali le sta sicuramente oscurando ma a breve, per la precisione il prossimo 10 giugno (eventuale ballottaggio il 24 giugno), ci saranno le elezioni comunali che rinnoveranno i consigli di quasi 800 comuni in tutti Italia tra cui 21 capoluoghi di Provincia. Per questo turno la Lunigiana passa la mano, visto che non c’è nessuna amministrazione in scadenza (la “scorpacciata” è prevista per la primavera 2019 con ben otto comuni chiamati alle urne) ma basta guardare neanche troppo distante per trovare alcune città vicine interessate da comizi e manifesti elettorali.
A partire dal nostro capoluogo, Massa,

con i cittadini che, invece di una scheda elettorale, si troveranno di fronte un vero e proprio lenzuolo, visto che saranno chiamati a scegliere tra dieci candidati a sindaco sostenuti da ventiquattro liste. Si tratta di un voto particolarmente importante perché, oltre alla poltrona di primo cittadino, c’è in palio anche qualcosa di più, soprattutto per il centrosinistra, che rischia di veder crollare la posizione dominante che questa coalizione ha sempre avuto in Provincia. Il Partito Democratico provinciale si trova quindi di fronte ad una sfida fondamentale che rischia di diventare decisiva per il suo futuro dopo la perdita del comune di Carrara a vantaggio di De Pasquale del Movimento 5 Stelle e la forte, come mai prima d’ora, presenza del centrodestra alla guida di diverse amministrazioni lunigianesi. I motivi per tremare nella segreteria Pd ci sono tutti: nelle recenti elezioni politiche la coalizione di centrosinistra è arrivata terza nel comune con 8.900 voti (e terza resterebbe anche se si aggiungessero i 1.647 voti ottenuti da Liberi e Uguali) dietro al Centrodestra (13.627) e al Movimento 5 Stelle (11.253), primo partito in città.
Certo le elezioni comunali sono tutta un’altra storia e il centrosinistra ha dalla sua l’indubbio vantaggio di poter schierare come candidato il sindaco uscente, Alessandro Volpi, emerso vincente dal complesso e tormentato meccanismo delle Primarie e sostenuto dalla tradizionale platea della coalizione oltre che da liste civiche collegate (Sinistra-Massa città D’Europa, Uniti per la città, Volpi Sindaco, Partito Democratico, Sinistra Progressista per Massa, Amare Massa e Articolo primo). I suoi due principali avversari, sulla carta, sono quindi Francesco Persiani, sostenuto dal Centrodestra (Fratelli d’Italia, Persiani Sindaco, Lega Salvini, Il Popolo della famiglia, Forza Italia) e Luana Mencarelli (unica rappresentante femminile tra i candidati) del Movimento 5 Stelle. Ci sono poi due candidature di estrema sinistra, Marco Bondielli, (Partito comunista) e Nicola Cavazzuti (Potere al popolo), e una di estrema destra Francesco Mangiaracina (Tutto per Massa e Casapound Italia). Quattro le candidature civiche: Andrea Biagioni (Area 2018), Lorenzo Pascucci (Massa Libera), Sergio Menchini (Ascoltare per fare, Obiettivo Massa, Arcipelago Massa, Siamo Massa) e Pierpaolo Bertilorenzi (Punto zero).
Se un lenzuolo aspetta i cittadini di Massa, poco ci manca anche per un’altra città “cugina” (a maggiore ragione perché parte della cosiddetta Lunigiana storica) chiamata al voto, ovvero Sarzana, che vedrà confrontarsi sette candidati sindaco. Un “settebello” che si presenta in una situazione politica davvero similare a quella di Massa, visto che nelle stesse amministrative in cui Carrara venne conquistata dal M5S, il capoluogo La Spezia è passato al centrodestra segnando una storica sconfitta per il Pd. Quindi anche nel caso di Sarzana il voto comunale diventa un passaggio particolarmente importante per una provincia storicamente “rossa”. Altra analogia è rappresentata dal fatto che il centrosinistra può schierare il sindaco uscente: Alessio Cavarra (Partito Democratico, Noi per Sarzana, Al Centro, Noi per il futuro e Sarzana più Sicura) che anche in questo caso vede nei candidati del Centrodestra, Cristina Ponzanelli (Giovanni Toti per Sarzana, Lega, Ponzanelli Sindaco – Sarzana Popolare), e del Movimento 5 Stelle, Federica Giorgi, gli avversari più accreditati.
Presente una lista a sinistra del Pd con Paolo Zanetti (Per la Sinistra) ed un candidato di estrema destra, Salvatore Cabras (Forza Nuova). Due le candidature civiche, anche se la prima strizza l’occhio ai pentastellati, con Valter Chiappini (Sarzana in movimento), già consigliere del M5S ed uscito polemicamente dal Movimento durante la legislatura in scadenza, e Paolo Mione (Sarzana per Sarzana, Sarzana Nova, Sarzana Vola). (r.s.)



