Verso la Pasqua. Crea in me, o Dio, un cuore puro

Domenica 18 marzo, 5a domenica di Quaresima
(Ger 31,31-34;   Eb 5,7-9;   Gv 12,20-33)

11vangeloIl brano proposto oggi alla meditazione è, ancora una volta, tratto dal vangelo di Giovanni. In occasione della pasqua, l’ultima per Gesù, alcuni greci – quindi degli stranieri – si rivolgono al più straniero degli apostoli: Filippo che viene da Betsaida, un luogo di confine sia fisico che religioso.
Vogliono vedere Gesù.
Dalle parole del testo originale del vangelo si comprende che quegli stranieri chiedono un incontro per avere una profonda conoscenza con Gesù e soprattutto con il suo messaggio. Filippo è perplesso, il contatto con stranieri comporta il rischio di divenire impuri e non poter così celebrare la pasqua. Per questo si rivolge ad Andrea, il primo discepolo chiamato secondo il vangelo di Giovanni, ed insieme si recano da Gesù. Questi accoglie la richiesta come un segno profetico.
Nel momento in cui anche agli stranieri giunge il messaggio che il Padre gli ha affidato, Gesù comprende che è giunta la sua ora e propone una similitudine molto originale. Si paragona al chicco di grano che viene gettato nel campo per la semina. Quel chicco segue un processo. Certo che un chicco vero non può che subire quel processo.
Per l’essere umano invece c’è bisogno di una scelta. Chi usa tutte le difese per evitare di farsi coinvolgere negli impegni di una vita votata al dono, è come un chicco che usa il proprio guscio quale difesa dalla umidità del sottoterra.
Ovviamente chi usa il guscio per difendersi non può che rimanere sottoterra, solo e destinato a morire. Soltanto chi si lascia coinvolgere, chi accoglie l’umido della terra, chi accetta di venire sconvolto e lascia crescere le radici è destinato a risorgere in forma nuova ed in modo abbondante perché da un solo chicco ne nascono molti altri.
Quindi diviene particolarmente vero quello che dice Gesù: “chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna”. Gesù ci ricorda anche che tutti coloro che si mettono al servizio, che vogliono essere a disposizione per realizzare il regno del Padre, devono operare come Lui ha fatto. A coloro che si metteranno a disposizione capiteranno momenti nei quali vi sarà “turbamento”, ma sapranno di avere vicino Lui ed in Lui avere l’approvazione del Padre.
Già il paragonarsi al chicco di grano è annuncio della passione e morte, annuncio che viene ribadito dalla dichiarazione: “ed io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me”. L’invito è quello di guardare verso l’alto e lasciarsi attrarre da Gesù.

Pier Angelo Sordi

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