Questo è il giorno che ha fatto il Signore

Domenica di Pasqua – Risurrezione del Signore
(At 10,34°.37-43; Col 3,1-4; Gv 20,1-9)

resurrezione_pierodellafrancescaLa Pasqua è il culmine della storia della salvezza. Il popolo ebreo la celebra ancor oggi per ricordare l’uscita dalla schiavitù d’Egitto. Il rito prevede che venga sacrificato un agnello per gruppo familiare, che tale agnello sia poi cucinato ed infine, in piedi per ricordare la fretta, mangiato con contorno di erbe amare. La morte di Gesù avviene nelle ore del sacrificio degli agnelli e mette in nuova luce l’evento che ha liberato da schiavitù il popolo. Pasqua (Pesah) significa passaggio: il passaggio del Mar Rosso.
La liturgia di oggi ci mostra il passaggio fondamentale dell’umanità: dal dominio della morte alla vittoria della vita. Nella Veglia pasquale si medita il racconto della risurrezione proposto da Matteo.
I segni indicati: il terremoto, l’Angelo sceso dal cielo, il suo aspetto ed il terrore delle guardie messe a controllare il sepolcro, sono proposti con il linguaggio biblico. Il terremoto è simbolo di sconvolgimento grande, l’Angelo indica l’opera e la presenza del Signore, le guardie sono coloro che non vogliono aprirsi alla speranza della resurrezione. Le donne che hanno trovato vuoto il sepolcro corrono a comunicare agli altri discepoli quanto ha detto loro l’Angelo. In quel percorso incontrano Gesù che invita tutti ad un nuovo incontro in Galilea. La Galilea è il luogo della predicazione ed in particolare della trasfigurazione e delle beatitudini. Il brano della liturgia del giorno è tratto dal Vangelo di Giovanni. Il primo giorno della settimana, ancora al buio, sia per il sole ancora lontano, sia per il cuore ottenebrato dal dolore, Maria di Màgdala si reca al sepolcro di Gesù e vede che la pietra è stata tolta. Probabilmente non è sola e guarda dentro la grotta. Infatti, raggiunto Simon Pietro, dice: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”
Con Pietro vi è il discepolo che Gesù amava. Molti riconoscono in lui l’autore del Vangelo. È bello pensare che sia colui che sempre si comporta secondo le attese del Maestro. Questo discepolo arriva per primo al sepolcro, non entra, ma vede i teli posati. Attende l’arrivo di Pietro e, dopo di lui, entra nel sepolcro. Comprende che se qualcuno avesse voluto rubare il corpo di Gesù, non si sarebbe curato di togliere il sudario, sciogliere i tre lacci che tenevano la benda (un lenzuolo lungo 4 e largo 1 metro) stretta intorno al corpo, aperta la benda, tolto il corpo, richiusa la benda, riannodati nei punti corretti (al collo, ai fianchi ed ai piedi) i tre lacci e ripiegato a parte il sudario. Ciò lo induce ad aprire ad una nuova realtà. Il corpo di Gesù è stato sottratto alle bende, ai lacci, al sudario ed alla morte e vive la vita dell’eterno perché ha vissuto interamente l’amore donando la propria vita. Il cammino percorso da Gesù è come quello aperto da uno scalatore che indica una strada, che nessuno aveva mai scorto prima, per giungere ad una vetta. Ha piantati per noi i chiodi che ci servono come appigli per la scalata verso la vita dell’eterno a cui siamo chiamati. Buona Pasqua.

Pier Angelo Sordi

Condividi

Scrivi un commento