Non ha sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare confuso

Domenica 29 marzo – Domenica delle Palme
(Is 50,4-7; Fil 2,6-11; Mt 26,14-27,66)

Domenica scorsa attraverso la malattia, la morte e il ritorno alla vita di Lazzaro, abbiamo individuato una possibile risposta al mistero della sofferenza, oggi la passione del Figlio di Dio, che non viene risparmiato, ci permette una ulteriore comprensione. Gesù inizia a provare tristezza e angoscia. In un’altra circostanza abbiamo visto che anche Lui prova emozioni e che non è insensibile quando ha pianto per la morte dell’amico.
Oggi per gli amici che vuole salvare, il peso è talmente grande da procurare tristezza e angoscia. Ciò dimostra che Gesù non gode della sofferenza degli altri, ma la prende su di sé. Un gesto d’amore autentico senza nessuno tornaconto, compiuto con la più grande libertà e serenità, altrimenti sarebbe stata una vendetta.
Invece il gesto d’amore di Giuda attraverso il bacio è un gesto che tradisce l’amico. Non si può amare veramente se non si consegna la propria vulnerabilità, ma Lui non aveva niente di vulnerabile, si è reso tale per attirare tutti a sé. Pietro dal canto suo ha subito realizzato quanto prima gli aveva detto, senza la Sua forza, la Sua grazia nessuno può affrontare il male, perché spaventa e distrugge.
Ma solo con la Sua grazia riusciamo ad accettare e vivere la sofferenza che diventa poi motivo di guarigione, di fortificazione e di vittoria sul male. La passione del Signore ci insegna come molte altre Sue opere, che il cammino di ogni cristiano, di ogni uomo che vuole seguire la via dell’amore passa attraverso la sofferenza, ma una sofferenza già vissuta e vinta da Lui per noi. Gesù ha preso su di sé le nostre debolezze, e le nostre paure. È sceso nei nostri sepolcri (come con Lazzaro) per liberarci dalle catene e dai pesi che ci tengono prigionieri del male, schiavi delle nostre mortifere voglie.
Si è fatto compagno di viaggio per farci prendere la strada giusta, si fa prossimo per illuminare le nostre oscurità e darci la vita autentica. La Sua passione ci dice che non esistono sofferenze o sciagure che Lui non abbia già patito, e pertanto non dovremmo temere perché Lui ha già vinto per noi. Con la Sua passione ha distrutto per sempre in noi la paura di non farcela.
Se Dio avesse costruito per noi il tempio santo, e non avesse inviato il messia suo Figlio, nel nostro tempo, questo ci sarebbe bastato, avremmo aspettato ancora; Invece, Lui ha scelto noi, ha scelto questo tempo e questo ci basta. Gesù ha scelto noi, il nostro tempo per rivelare a tutta la creazione l’amore insondabile di Dio.

don Jules Ganlaky