Venerdì 5 e sabato 6 dicembre. Sul greto del torrente Bagnone a Villafranca si è ripetuto l’antico rito del fuoco

La sera del 5 dicembre, vigilia della ricorrenza della festa di San Nicolò, da tempo immemorabile, a Villafranca si usa radunarsi attorno al fuoco che si accende in onore del Santo, là dove sorgeva la chiesa omonima.
Quest’anno a guidare le riflessioni, nella chiesa di San Giovanni, il diacono Mario Paolo il quale ha ricordato come il Santo sproni alla carità fraterna e a vivere l’Avvento come tempo di grazia per alimentare la nostra fede, crescere alla sequela di Gesù.
Poi la processione con la statua del Santo e l’accensione del fuoco: la serata si è protratta fra le grida giulive dei bimbi e dei tanti presenti tra la soddisfazione dei volontari che, ogni anno, si prodigano per la riuscita del rito.
Sabato 6 dicembre, alle ore 17, il parroco don Giovanni ha celebrato la S. Messa in onore di San Nicolò protettore della gioventù, di pellegrini, naviganti… “La vita del Santo – ha detto don Giovanni – ci ricorda che la speranza cristiana non è mai un sentimento vago, o un ingenuo ottimismo, ma una virtù radicata nella fede e alimentata dalla carità. Quando ci troviamo a navigare nei mari agitati delle difficoltà e incertezze è sempre la speranza a permetterci di guardare oltre, fissando lo sguardo su Cristo”.
Anche a Bagnone la festa di San Nicolò è stata solenne e partecipata. Nel pomeriggio della vigilia Vespri e S. Messa con predicazione di don Raffaele Moscatelli. Sabato 6 dicembre, dopo la recita del S. Rosario, S. Messa presieduta da mons. Antonio Costantino Pietrocola, coadiuvato dal parroco don Andrea, da don Vito e dai diaconi Edamo e Inaco.

I Santi, ha detto il celebrante, sono Vangelo vivente per cui onorarli significa imitarli. San Nicolò, vescovo di Mira, visse la grande stagione del cristianesimo che, uscito dalle catacombe dopo l’Editto di Costantino (313 d.C) stava diffondendosi nel mondo. La sua vita fu un continuo pellegrinare sulle strade che lo portarono in tanti luoghi per amore di Gesù, operando miracoli.
Avere cura dei bambini significa dar loro amore, cura e dedizione ma anche educarli alla fede ed attrezzarli per la vita. La Parola proclamata evidenzia l’importanza di accogliere la venuta del Signore sollecitandoci a vivere cammini di riconciliazione tra di noi.
Il Coro parrocchiale ha reso più partecipato il sacro rito a cui ha presenziato il sindaco Guastalli, con altri rappresentanti del Comune, Carabinieri e presidenti di Associazioni di Volontariato con i loro labari.
I bambini presenti hanno ricevuto la benedizione ed apprezzati dolcetti distribuiti da un generoso Babbo Natale. San Nicolò ci aiuti ad accogliere la sapienza dello Spirito per vivere un Natale di gioia.
Ivana Fornesi



