Dio farà giustizia ai suoi eletti

Domenica 19 ottobre -XXIX del Tempo Ordinario
(Es 17,8-13; 2Tm 3,14 – 4,2; Lc 18,1-8)

Per la terza domenica consecutiva il brano di vangelo che ci viene proposto parla della fede, e vi aggiunge la necessità della preghiera, della quale l’evangelista aveva parlato quando gli apostoli chiesero a Gesù: “Signore, insegnaci a pregare” (XVII domenica).
1. Una parabola sulla necessità di pregare sempre. Gesù si serve del comportamento del giudice disonesto per incoraggiarci alla preghiera, la quale in primo luogo è una elevazione della mente a Dio per la lode e il ringraziamento, e in secondo luogo è sorgente che illumina le nostre scelte.
Finché il nostro sguardo si riflette solo sullo specchio di camera, saremo sempre limitati, ma se ci solleviamo un po’ in alto, potremo avere una visione più completa della nostra realtà, come fanno le persone dedite alla contemplazione: anche se non escono per fare evangelizzazione, hanno una visione più chiara delle umane vicende.
Oltre che alla apertura sopra le umane ristrettezze, la preghiera ci mette in contatto con Dio Padre, perché ci rivolgiamo a Lui parlando con la voce del Figlio: “Abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio. […] Accostiamoci con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno” (Eb 4,14.16).
2. Il Figlio dell’uomo troverà la fede sulla terra? Strana domanda quella posta da Gesù: il Figlio dell’uomo troverà ancora la fede? Non ha forse promesso la sua presenza continua? Forse Gesù ci vuole invitare a fare i conti con la realtà.
La ‘barca di Pietro’ non giungerà all’approdo definitivo come un grande galeone a vele spiegate; forse sarà ridotta a un barcone disadorno, carico di povera gente che però avrà conservato la fede.
Abbiamo bisogno di purificazione e di essenzialità. Sono piacevoli i grandi eventi, come ad esempio marce notturne con Messa alle 5 del mattino sul monte o sulla spiaggia, ma la fede va oltre la spettacolarità.
3. Rimani saldo in quello che hai imparato. Anche San Paolo poco prima del brano che ci è proposto come seconda lettura scrive: “Sappi che negli ultimi tempi verranno momenti difficili” (2Tm 3,1).
Però poi continua: “Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente”. Negli ultimi decenni con il voler ricondurre tutto alla propria persona e quantificare ogni cosa con calcolo monetario, è venuta meno la stima nei valori fondamentali come il rispetto, la gratuità, il volontariato, ed è diminuita sia la fiducia nella politica, sia la fede nelle realtà soprannaturali.
Ciascuno di noi però è invitato “a restare saldo in quello che ha imparato” e a non dimenticare i valori dello spirito. La prima lettura ci ha detto che il popolo vinceva mentre Mosè pregava: l’azione del popolo era sostenuta dalla sua preghiera. Non avremmo anche noi risultati più convenienti, se ci mettessimo a pregare?

† Alberto