A Bassagrande l’appuntamento diocesano: quest’anno sul tema “Sogno una catechesi che…”. Il vescovo fra’ Mario: la comunità cristiana è il luogo dove il Risorto si fa presente

Il Convegno Pastorale Diocesano 2025 dal titolo “Sogno una catechesi che…” si è tenuto nella parrocchia della Ss.ma Annunziata a Bassagrande il 18 e il 19 settembre.
Il primo giorno, dopo la preghiera iniziale, il vescovo Mario ha rivolto un significativo messaggio ai molti presenti. Se è pur vero che presbiteri, diaconi e laici in sinergia svolgono un lavoro quotidiano che copre i bisogni liturgici, caritativi e catechetici delle parrocchie, è altrettanto vero che “le comunità si sono soffermate di più sulle diverse realtà parrocchiali ed è venuto a mancare loro il desiderio di annunciare il Vangelo, di far incontrare Gesù, di portarlo a chi ancora non lo conosce o a chi l’ha conosciuto e poi l’ha perso… La comunità cristiana è fatta e pensata proprio per testimoniare il Vangelo… Non è un circolo dove si sta bene insieme, ma è il luogo dove il Risorto si fa presente… e se la nostra speranza è Lui, noi la dobbiamo annunciare. Da qui l’esigenza di rinnovare i cammini di Iniziazione Cristiana nelle parrocchie per evidenziare l’essenza della Chiesa che è la missione”.

Il vicario per la Pastorale, don Maurizio Iandolo, ha ribadito che “la Chiesa esiste per evangelizzare; ma una comunità senza catecumenali rischia di essere priva non solo di un’attività importante, ma della sua funzione, del suo scopo. L’iniziazione cristiana è la grazia più grande e insieme la missione fondante che la Chiesa ha ricevuto in dono dal Signore”.
Poi i partecipanti, suddivisi in piccoli gruppi, hanno fatto esperienza di annuncio narrativo-kerigmatico attraverso tre passaggi: In primo luogo apertura del cuore (esperienza narrativa-autobiografica; esperienza contemplativa); poi apertura della mente. Infine, apertura della volontà.
Fabrizio Carletti del centro studi “Missione Emmaus” e collaboratore dell’Ufficio Catechistico Nazionale, ha riepilogato e commentato quanto vissuto dai partecipanti ed ha sottolineato che “iniziare alla vita cristiana è prima di tutto farne esperienza personale… Trasmettere la fede è trasmettere la vita, la mia vita vissuta e provata, sperimentata e sperata dentro questa relazione vivificante di senso che avviene con Gesù. Il kerigma allora si traduce in un incontro diretto con Lui mediante la Parola, le storie, la comunità, dei gesti, dei simboli, dei riti, delle emozioni, che siamo chiamati a sperimentare per rinarrare”.
Nella prima sessione del secondo giorno, dopo la preghiera introduttiva, sono stati presentati gli Orientamenti diocesani per l’Iniziazione cristiana.

Don Samuele Agnesini ne ha ripercorso la storia ricordando come l’urgenza di introdurre cambiamenti, fare sperimentazioni nel modo di evangelizzare sia emersa dal monitoraggio “sulla salute” delle parrocchie fatto dagli Uffici diocesani di Evangelizzazione, Liturgia e Famiglia. Suor Sandra Borruto, direttrice dell’Ufficio diocesano evangelizzazione e catechesi ha ripreso i vari passaggi e li ha esposti nelle loro diverse articolazioni.
Sono seguite le testimonianze su esperienze già avviate e in atto nelle diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, Genova e Como.
I presenti hanno seguito le relazioni facendo esperienza di ‘ascolto attivo’ ovvero, sulla scheda loro consegnata potevano annotare mano a mano le impressioni personali rispetto a; cosa mi ha più colpito e mi risuona maggiormente dentro? cosa emerge che va rimesso al centro ed è oggi più importante? quali attenzioni avere per evitare di fare passi falsi?
Quanto emerso è stato utilizzato nella seconda sessione all’interno dei gruppi per la fase di discernimento comunitario, volta a fornire all’Ufficio diocesano indicazioni e spunti utili per le azioni da intraprendere.
Il Convegno si è concluso con la celebrazione presieduta dal vescovo Mario e il conferimento del mandato a coloro che svolgono un servizio di annuncio e catechesi a bambini, giovani e adulti. Le indicazioni contenute negli Orientamenti verranno riprese da alcuni progetti di sperimentazione in alcune parrocchie della diocesi.
Paola Chiordi



