
“In un tempo segnato da sfide, cambiamenti e nuove domande sulla fede, è fondamentale che, come Chiesa, rispondiamo con rinnovato slancio missionario, facendo sì che l’iniziazione cristiana sia un processo vitale e trasformante che coinvolge tutta la comunità”.
Così il vescovo fra Mario ha presentato gli Orientamenti diocesani per l’iniziazione cristiana, consegnati e illustrati al convegno diocesano di Bassagrande del 18 e 19 settembre.
La prima sfida affrontata, come ricorda don Samuele Agnesini, direttore dell’ufficio liturgico, è stata quella di sospendere madrine e padrini, “una decisione presa consapevoli di poterlo fare, sapendo che non era definitiva”.
Don Samuele parla al plurale, perché la sfida ha coinvolto anche suor Sandra, direttrice dell’ufficio evangelizzazione e catechesi; insieme hanno iniziato “a guardarsi intorno”, cercando esperienze che potessero rispondere alle “domande sulla fede” di cui parla il vescovo. Una comunità che si è messa in ascolto, facendo esperienza della necessità di recuperare senso e “cardini” dell’iniziazione cristiana.
“Non rivoluzioniamo niente – ricorda Sr Sandra – dobbiamo rimettere al centro l’iniziazione cristiana come processo globale attraverso il quale si entra nella vita cristiana”. È il cammino che introduce nel mistero di Cristo e della Chiesa.
Sr Sandra racconta i possibili punti di partenza per dare il via al progetto, che “non ha la pretesa di presentarsi come un prodotto finito”, piuttosto come prodotto “in itinere” che si arricchirà dei contributi delle parrocchie e delle unità pastorali che intraprenderanno il percorso. Punti di rottura che trovano fondamento in due documenti della Cei: “L’iniziazione cristiana. 2”, del 1999 e “Incontriamo Gesù”, del 2014.
(L.Z.)



