Quando pare ormai che i termometri siano intenzionati a risalire, si viene a dar conto della parentesi di tempo gradevolissimo durata una settimana abbondante in questo luglio a regime alternto. Se ne era, infatti, già descritta la prima fase nello scorso numero.
Il ricambio d’aria, avvenuto in più passaggi, aveva però raggiunto l’apice nel tardo pomeriggio di martedì 8, dopo la consegna della solita “chiacchierata” alla redazione. L’atmosfera risultava del tutto nuova al termine del breve temporale transitato da Nord a Sud fra le 17 e le 18:30, che non si era distinto certo per la quantità di pioggia caduta, bensì per l’impatto termico dovuto al fronte freddo cui era associato.
Nella serata, al ritorno del sereno, la temperatura era crollata senza freno e si prospettava per il mercoledì mattina un’alba da minime ad una cifra, come d’altro canto qui da noi si sono sempre viste con una certa frequenza anche in piena estate.
La corrente di maestrale, secca e assai fresca, purissima e recante l’alito di qualche nevicata posatasi sulle Alpi oltre i 2500 metri, continuando a spirare a tratti anche durante la notte, aveva poi permesso ai termometri di scendere sotto i 10°C solo localmente, dove si era venuto a creare un ‘lago’ di aria più fredda e umida a causa della calma di vento.
Le giornate di mercoledì 9, giovedì 10 e venerdì 11, quindi, trascorrevano sotto un cielo turchino e segnate da una visibilità straordinaria. Una svolta era attesa per sabato e domenica, verificatasi con puntualità.
Sabato 12, infatti, la circolazione da SW si rendeva palese nel vivacizzarsi della brezza, già incentivata venerdì 11, e dal comparire in cielo di nuvolosità variabile. La visibilità, invece, si manteneva perfetta, mantenendosi tale fino a domenica mattina, a ridosso dell’inizio delle precipitazioni.
Le nuvole, avanzate dal mare con gradualità, concedevano parentesi soleggiate fin verso le 11 all’interno e nell’area orientale del bacino del fiume Magra in particolare. Dalla tarda mattinata, i temporali, senza raggiungere forti intensità per scariche elettriche o contorno di tuoni, sancivano lo scoccare del mezzodì un po’ dovunque da Zeri fino al mare. Ottimo si rivelava lo svolgersi del transito perturbato, con piogge moderate, per qualche tratto anche abbastanza forti, ma senza compagnia di raffiche di vento, o grandine o fenomeni elettrici eccessivi.
Le precipitazioni cessavano, prima a NW e poi a SE, entro le ore 17-18, risultando localmente anche dell’ordine di 50-60 mm (Zerasco Mulazzese), ma comunque in maniera diffusa oltre i 20-30 mm (35 mm a Pontremoli). L’area meno irrorata risultava quella tra Fivizzano, Soliera e Gragnola, dove si erano raccolti dai 5 ai 15 mm.
L’eredità lasciata dal fronte perturbato domenicale è apparsa subito diversa da quella successiva al fronte passato giorni prima e già descritta. Non è seguita, infatti, alcuna fase di venti settentrionali, perciò l’aria si è mantenuta più umida e la copiosa rugiada delle ultime due mattina ne è la riprova.
La circolazione intorno SW reca una parziale nuvolosità con qualche addensamento a quote montane.
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



