Sarà la Coppa di Seconda a rimettere in moto il nostro calcio, ma l’unica superstite nostrana ai diversi livelli, la Filattierese, dovrà vedersela addirittura con la “corrazzata” Viareggio che vuole continuare la striscia di vittorie ininterrotta fino ad oggi. L’impegno, però, pur con poche prospettive concrete, vale la candela anche per verificare lo stato dell’arte in vista della ripresa. Tempi di riflessione per tutte le altre che, al di là dell’effetto COVID, devono soprattutto preoccuparsi di salvare il salvabile per continuare a tenere vivo l’interesse di un settore sportivo sempre meno attraente anche al di là degli effetti della pandemia.

Il dubbio corrente che assilla un cronista quando vengano a mancare i presupposti più naturali per le sue riflessioni, per quanto immaginifiche, resta quello di riuscire a trovare qualcosa da raccontare, sebbene il pallone, ai più diversi livelli, riposi serenamente dentro i sacchi dello spogliatoio e non rimpianga per nulla di non essere preso a calci come vuole la sua natura. La realtà, invece, è tutt’altra perché la mancanza dell’oggetto più vero del solito racconto, ovvero le partite, comunque giocate, dirotta la mente verso altre prospettive, verso aspetti diversi del problema, fino ad indurla a riflettere su questioni che, in tempi normali, potrebbero al massimo essere riesumate nel periodo estivo, quando tutto comincia a reimpostarsi e allora si cerca di capire cosa potrebbe andare ipoteticamente a succedere. Tutto, quindi, lascia pensare che questa pausa inaspettata, ma del tutto necessaria, specie per quei settori minori dove il fare calcio non è certo l’aspetto principale della vita di chi lo pratica, sia quasi venuta a fagiolo per metterci in condizione di anticipare le riflessioni questa volta, però, rivolte ad una situazione in divenire che presenta problematiche già ben impostate e tale da non concedere deviazioni rispetto ai possibili obiettivi finali. Ci siamo già soffermati sul fatto che nessuna delle nostre squadra impegnate nei diversi tornei, a questo punto della stagione, quindi a metà percorso, ovvero a cavallo tra andata e ritorno, sembra poter più essere in grado di ambire alla vittoria finale del rispettivo campionato.

Esagerando nell’ottimismo, l’unica prospettiva che ci avanza, lo dicevamo anche la volta scorsa, è che in Seconda la Fivizzanese possa battersi per la piazza d’onore, ma senza nessuna garanzia per la disputa dei play off, così ci dicono, perché la “corrazzata” Viareggio sta viaggiando su livelli altrimenti impensabili, ovvero ancora a punteggio pieno e perdurando la situazione si può decisamente ritenere che il distacco alla fine rispetto a tutte le altre sarà per lo meno abissale. Lo specchio del momento lo andremo a recuperare domenica prossima, quando la Filattierese scenderà proprio in Versilia per gli ottavi di finale di Coppa per un confronto sulla carta senza storia ma, proprio per questo, ancora più appetibile perché, intanto, provocherà certamente il desiderio nei castellani di provare almeno a compiere l’impresa, visto che non hanno proprio nulla da perdere, ma soprattutto di testare la loro situazione interna in vista della volata salvezza che certo sarà non poco problematica. Quindi, la Gragnolese in Terza che, pur avendo ceduto il suo pezzo migliore ai vicini del Monzone, sembra avere ancora le carte in regola per entrare nel lotto delle pretendenti alla seconda promozione. Di nuovo c’è che le presunzioni che avevamo azzardato sul Serricciolo per la seconda parte della stagione, sembrano essere destinate a naufragare perché Angelotti, il pezzo migliore della squadra, è incappato in un brutto guaio che lo terrà fuori per tutto il resto del torneo, così almeno si pensa, e quindi le possibilità di tornare ai livelli del recente passato si sono ridotte al lumicino al punto di rendere sempre più complessa una situazione che davvero potrebbe anche degenerare con effetti a dir poco catastrofici per tutto l’ambiente. Proprio così, perché, e non pensiamo come molti per colpa solo del COVID, crediamo che il futuro del nostro calcio sia sempre più pieno di ombre, al punto da poter essere ritenuto addirittura anacronistico proprio per quanto riesce ancora ad offrire. Le vicende di queste ultime settimane ci hanno detto che tutte le nostre, tolte forse un paio, sono andate alla disperata ricerca di qualche opportunità per rinforzare le rose, o almeno mettere le pezze per tappare i buchi più evidenti, emersi nella prima parte della stagione. Il ragionamento, che allunga ancora di più le ombre anzidette, si riferisce al fatto che le opportunità per trovare sul mercato qualche pezzo di qualità in questa momento della stagione sono decisamente ridotte, anche perché chi ha un pezzo buono, a meno di cause particolari, se può se lo tiene. Allora bisogna dover contare sugli svincolati di necessità, che certo non sono molti, o, scaduti i tempi delle trattative, sulla buona pattuglia di giovani che, usciti dal giro dei vincoli , sono a disposizione del migliore offerente, con la prospettiva, però, che quanto promesso sulla carta, nei fatti si riveli infondato e quindi lo sforzo fatto venga vanificato. Su questo aspetto hanno giocato un po’ tutti, anche per tentare di non mollare la considerazione dei tifosi che proprio su queste operazioni dell’ultima ora contano per continuare a sperare.

Per prima la Pontremolese che ha addirittura aumentato il suo organico di ben sei pezzi, ovviamente da valutare nel breve, anche se le speranze azzurre vanno a fare riferimento più allo svuotamento dell’ infermeria piuttosto che su quanto dovrebbero garantire i nuovi acquisti. Sulla stessa falsariga, anche se in tono decisamente minore, si sono mosse quasi tutte le altre tutte, con colpi, si dice, d’effetto da parte di Mulazzo, Filattierese e Monzone che, invischiate come sono nella lotta per la salvezza, altra prospettiva non avevano se non contare su qualcosa di diverso, non foss’altro che per smuovere le acque e creare nuovi entusiasmi. Poco di nuovo sugli altri fronti, vedi ad esempio la Fivizzanese che invece ha sfoltito le righe per contare su quanto avuto a disposizione fino ad oggi, probabilmente con ragione, visto quanto ottenuto. Niente di nuovo sul fronte del Monti e del Serricciolo, almeno per quanto ci risulta, ma niente vieta che qualche operazione sia stata fatta senza dare troppo nell’occhio e. alla fine, magari, verranno fuori delle belle sorprese, forse impreviste ma che, proprio per questo danno ancora più soddisfazione. Di certo, però, avanza quell’ombra lunga di cui dicevamo che davvero non sembra aprire a spiragli per una stagione migliore, perché per quello che ci resta di quella in corso avremo solo da tribolare per salvare il salvabile e raccogliere, speriamo, quel poco che ancora sembra restare a disposizione. Semmai ci venisse voglia o vi venisse voglia di guardare più lontano, per ora abbandoniamo insieme il pensiero e restiamo fortemente legati al presente, ovvero a quanto andrà ad accadere alla fine di gennaio, quando il pallone, finalmente risorto dai suoi sonni casuali, tornerà a ruzzolare sui tappeti verdi ed allora avremo l’opportunità di tornare a raccontare dei fatti, smettendo di piangerci addosso, perché proprio non ci è congeniale.
Luciano Bertocchi



