Giunti al termine del lungo mese di gennaio e archiviata la poco felice edizione 2017 dei falò cittadini, si guarda ora alla terza frazione dell’inverno, il corto febbraio capace di tutto, di anticipare la primavera come di recare il gelo più crudo. Intanto, dispenserà una serie di giornate piovose.
Prima di mettere a processo gennaio, ecco in sintesi l’andamento della sua ultima settimana. Emerge, in primis, la ripresa graduale delle temperature, benché al primo mattino, specie in campagna e a fondovalle, le minime siano rimaste spesso ancora ben sotto zero.
Dal cielo sereno al cielo coperto, il passo è stato breve: non si contano giorni dal cielo misto; il 28 e il 29, rispettivamente molto nuvoloso e quasi coperto, rientrano comunque nella categoria “coperto” con il loro indice di nuvolosità pari a 8 e a 9. Il 30 e il 31, invece, il cielo si è mantenuto coperto 10/10 nell’arco delle 48 ore. Il 25, 26 e 29 sono trascorsi al sereno e il clima delle ore centrali e pomeridiane di domenica 29 si è potuto definire davvero gradevole.
La tramontana si è spenta completamente il 26; l’atteso peggioramento delle condizioni atmosferiche, già paventato dal 27 in poi, si è realizzato a tutti gli effetti il 30 e il 31 con vari ingredienti a vicenda e/o in successione: cielo grigio uniforme, foschia densa, nebbia d’avvezione, pioviggine, pioggerella e pioggia pressoché continue, infine vento marino in intensificazione tra pomeriggio e sera del 31. Un mese rigido e asciutto come il gennaio 2017, quindi, si è congedato in maniera affatto diversa, bagnata e cupa. Il sole ha trionfato il resto del mese, così come il vento e la siccità. I monti attendono ancora nevicate di decente spessore, auspicabili tra febbraio e marzo.
I pluviometri, in questa serata del 31, continuano a raccogliere acqua e a lavorare. Il resoconto delle precipitazioni, perciò, si rimanda senz’altro al prossimo numero, mentre qualche riga resta per classificare il mese dal punto di vista termico. Lo stemperarsi del freddo nell’ultima settimana ha, ovviamente, ridotto lo scarto da norma, che fino a tutta la 2^ decade era notevole e stava per consegnare il gennaio con la temperatura media più bassa degli ultimi trent’anni, dell’ordine di quella del gennaio 1987. I conti finali vedono una posizione ancora abbastanza di vertice per il gennaio 2017: quinto più freddo dal 1988 in poi, dietro al 2010, 2002, 2000, 2005 e di un filo davanti al 2004 e al 2006. A Pontremoli, la media di 3,7°C è inferiore di 0,7°C alla norma trentennale 1981-2010, pari a 4,4°C.
Previsioni valide dal 3 al 7 febbraio
Non vi è dubbio che sia in atto un netto cambiamento nella circolazione generale dell’atmosfera. Dopo molto tempo, si stanno rivedendo le correnti atlantiche con tanto di perturbazioni serie e foriere di precipitazioni. È atteso un vero e proprio treno di perturbazioni che si susseguiranno a brevi intervalli sulle nostre regioni. Difficile stare dietro al loro passaggio perchè inserite nel letto di correnti piuttosto veloci da Ovest e NW, ma mediamente ne dovrebbe passare quasi una al giorno.
Venerdì 3, tempo perturbato con piogge anche copiose come già sarà stato giovedì 2. La neve potrebbe cadere solo al di sopra dei 1500 metri. Venti moderati o tesi di libeccio e temperature nel complesso miti, soprattutto nelle minime, che oscilleranno attorno agli 8-10°C; massime fra 11 e 13°C con scarsa escursione termica diurna.
Tempo grigio e piovoso anche sabato 4, giornata che potrebbe forse iniziare con brevi schiarite, ma in peggioramento lungo il dì. In serata, non si esclude qualche manifestazione temporalesca.
La giornata di domenica 5 sarà caratterizzata da un tempo più variabile con occasione per schiarite, che dovrebbero però avere carattere di breve durata, alternate a rovesci.
Un nuovo peggioramento dovrebbe intervenire nella giornata di lunedì 6, quando potrebbe iniziare ad affluire anche aria più fredda da Nord ad interferire con l’aria atlantica. In tal caso, si avrebbero nevicate in Appennino fino a circa quota 1000.
Possibile miglioramento martedì 7 con il ritorno di venti di tramontana. Pur con tutti i dubbi del caso, le mappe a lunga scadenza evidenziano un probabile ritorno delle gelide correnti artiche, se non addirittura siberiane, ma ciò sarà oggetto delle prossime previsioni.
Si consiglia di visionare gli aggiornamenti su: www.meteoapuane.it.



