“Slow & Free”, i segreti del testarolo per dare un futuro alle ragazze dell’IPM

Progetto di Slow Food con la struttura pontremolese

Un momento della presentazione del progetto
Un momento della presentazione del progetto

Unire cultura, educazione, inclusione sociale e valorizzazione del territorio attraverso il cibo. È questo lo spirito profondo di “Slow & Free – La cucina che libera”, l’innovativa iniziativa promossa per l’Istituto Penale Minorile femminile (IPM) di Pontremoli in collaborazione con la Condotta Slow Food Luniapua.

L’obiettivo del progetto è ambizioso, quello di trasformare la tradizione gastronomica della Lunigiana in uno strumento concreto di crescita personale e professionale per le giovani ospiti della struttura, offrendo loro competenze reali e spendibili nel mercato del lavoro. Il percorso formativo prevede un ciclo articolato di lezioni teoriche e laboratori pratici. Le ragazze saranno guidate da produttori dei Presìdi Slow Food, artigiani, ristoratori ed esperti del settore.

Un cammino di formazione tra la storia e la tradizione enogastronomica della Lunigiana come testimoniato dalla prima lezione, tenuta dal professor Luciano Bertocchi, sulla storia del testarolo che ha visto la partecipazione di dodici ragazze attente e concentrate.

Un momento della presentazione del progetto
Un momento della presentazione del progetto

Ma poi ci sarà lo studio delle farine e dei grani tradizionali, la conoscenza delle tecniche di panificazione e di preparazione dei prodotti tipici locali. Senza dimenticare l’educazione alimentare, biodiversità e normative del settore. Importanti momenti teorici ma come sottolinea con soddisfazione Alessio Bocconi, responsabile Slow Food, “La vera forza di “Slow & Free” risiede nella pratica sul campo”.

Quindi si avrà un laboratorio interamente dedicato a scoprire i segreti della cottura nei tradizionali testi di ghisa, con le ragazze che avranno quindi la possibilità di imparare questa antica tecnica che ha rappresentato la cottura nel “forno” per generazioni e generazioni di lunigianesi.

Ma non solo, le giovani avranno l’opportunità di visitare i laboratori artigianali del territorio e conoscerne le filiere produttive. Infine il percorso si concluderà con un’importante prova di responsabilità: la partecipazione al Mercato della Terra di Pontremoli, dove le ragazze prepareranno e serviranno i testaroli direttamente al pubblico.

Un progetto per insegnare alle giovani alcune delle tradizioni gastronomiche lunigianesi

Bocconi vuole poi mettere in luce come il progetto non sia una iniziativa estemporanea che si esaurisce nel breve periodo, ma guarda al futuro con una programmazione su tre anni. Dopo il primo anno, come detto dedicato alla cucina tradizionale, gli anni successivi saranno dedicati all’introduzione di laboratori per la realizzazione dei testelli in terracotta (i testi tradizionali usati per la cottura) e ampliamento verso altre ricette lunigianesi.

Anche se, come specifica Bocconi “ci possono essere aggiustamenti in corso d’opera, anche in base alle indicazioni che emergeranno in questo primo anno di attività”. L’obiettivo finale del triennio di formazione è favorire l’inserimento lavorativo grazie a competenze fortemente richieste dal territorio.

In prospettiva, si valuta persino la possibilità che l’IPM di Pontremoli diventi produttore ufficiale del Testarolo Artigianale Pontremolese, oggi Presidio Slow Food. “Si tratta di progettualità che è chiaro devono maturare con il tempo, ma l’obiettivo è proprio quello di iniziare un cammino virtuoso che possa permettere il reinserimento di queste giovani e allo stesso tempo dar anche nuova linfa e forze fresche alla tradizione gastronomica del nostro territorio”. Insomma “Slow & Free” rappresenta un esempio concreto di come il cibo possa superare la sua funzione nutritiva per diventare memoria, identità e, soprattutto, occasione di riscatto. (r.s.)