Le comunità di Vignola e Casa Corvi in pellegrinaggio a Pontremoli

Con Bassone e Dozzano hanno rinnovato il voto e la devozione nel giorno di San Giovanni Battista

C’è una fede che non ha bisogno di grandi parole ma di passi: lenti, pazienti, scanditi dalla preghiera, capaci di unire generazioni;
così il 24 giugno, giorno della nascita di San Giovanni Battista, le comunità di Vignola e Casa Corvi, con rappresentanze di Bassone e Dozzano, hanno rinnovato l’antico pellegrinaggio votivo verso Pontremoli. Dalla pieve di Vignola si è levato il primo canto e la lunga processione – tra le più estese del territorio – si è snodata tra confraternite, stendardi e fedeli raccolti.
Prima la sosta nella parrocchiale di Casa Corvi e poi presso l’altare di Sant’Orsola, nella chiesa di San Francesco, ha segnato tappe di raccoglimento e grazia. Il cammino ha trovato poi il suo compimento nella Concattedrale, ai piedi di Maria Santissima, Madonna del Popolo.
Qui, nella liturgia presieduta dal can. Francesco Sordi, con Luciano Pallini e il can. Giovanni Perini (entrambi figli delle comunità presenti), tutto è parso convergere in un unico gesto di offerta.
Intenso il momento delle litanie mariane mentre l’incenso saliva verso l’alto come preghiera e le dodici libbre di cera votiva venivano offerte alla Vergine.
In quella cera ardeva simbolicamente il cuore di un’intera comunità: la memoria degli antenati, la fede dei presenti, l’attesa di chi verrà. E forse il senso più profondo di questo pellegrinaggio sta proprio qui: nel ricordarci che la fede è cammino, è fedeltà, è ritorno.
Finché ci sarà qualcuno disposto a “mettersi in strada” per affidarsi a Maria, nessun voto sarà soltanto una consuetudine antica. Sarà invece una promessa viva, una fiamma che il tempo non spegne.

Fabio Venturini