La Resurrezione di Gesù costituisce il trionfo di Dio sulla morte. La luce del “cero” che illumina la notte di Pasqua, in ogni angolo della terra, rimanda a questa fondamentale convinzione della fede cristiana.
In tale prospettiva la morte, come evento biologico, viene spogliata delle sue connotazioni simboliche profondamente negative, immagine cioè della fine totale ed acquista quelle consolanti e positive del Mattino di Pasqua. Ma non possiamo restringere il senso della Pasqua solo a questo aspetto, anche se fondamentale.
Non è completa la visione del trionfo di Dio sulla morte se esso non comportasse, nello stesso tempo, un senso rivoluzionario nei confronti della vita.
La realtà del Risorto non muta solo il senso della morte, ma anche quello dell’esistenza. La nobiltà dell’approdo, infatti, conferisce nobiltà al cammino. “Perchè, dunque, siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù” (Col. 3,1).
Nel pensiero dell’Apostolo “le cose di lassù” non sono che la vita di ogni giorno vissuta con logica di eternità, con lo stile di Dio. Si comprende allora che annunciare, con il Risorto, una vita oltre la morte significa impegnarci a rendere diverso il vivere di ogni giorno: le azioni, le opere, le scelte.
In noi, intorno a noi, la fede nella Pasqua si invera in una costante fede nell’esistenza. Qualitativamente più nobile ed il più possibile sottratta alle strutture del peccato.
La Pasqua ha, così, in sé, straordinarie garanzie di speranza. La vocazione storica del singolo credente, come quella della Chiesa, consiste nel rendere operanti le energie della Resurrezione.
In un momento di trasformazioni epocali, di preoccupazioni, di dubbi… come quello che stiamo vivendo, spartito tra il desiderio di un futuro migliore e la sclerosi di una mentalità restìa a rinnovarsi; fra il desiderio di dialoghi costruttivi fra i popoli e la perversa logica della guerra; fra il bisogno incoercibile di rispetto per uomini e cose e l’egoistica, arcaica tendenza alla sopraffazione; fra le conquiste della ragione e le distruzioni dell’istinto, la Parola della Resurrezione si presenta, davvero, la via maestra della speranza. Che non delude.
Ivana Fornesi



