La “lectio divina” del Vescovo Mario nella parrocchiale di San Giacomo Apostolo a Licciana Nardi
Nell’ambito del progetto “In ascolto della tua parola”, il vescovo fra Mario ha svolto giovedì 12 marzo alle ore 21, nella chiesa di San Giacomo Apostolo di Licciana Nardi, la consueta lectio divina quaresimale sul testo di Apocalisse, scelto come indirizzo del percorso di preghiera e di accompagnamento delle comunità diocesane, per l’anno 2025-2026. La serata molto partecipata è stata animata dai membri della Commissione Diocesana, con il supporto della corale parrocchiale.
Il tema scelto dal vescovo Mario per la sua omelia è stato il capitolo 12 del libro scritto da Giovanni, così si presenta l’autore, in esilio sull’isola di Patmos a causa della parola di Dio. Il tema affrontato nella lectio è fondamentale, non solo perché il capitolo è collocato alla metà di tutto il libro, ma per l’importanza dell’argomento narrato. Apocalisse rilegge la Scrittura con occhi nuovi e quindi evoca temi tratti dalla Genesi, dall’Esodo e dai Profeti ricollocandoli nella prospettiva rinnovata della risurrezione di Gesù in un tempo di persecuzione.
Durante l’articolata omelia mons. vescovo ha collocato il testo del capitolo 12 all’interno della trama del racconto, soffermandosi sul significato simbolico delle figure, sulla trasversalità delle espressioni letterarie del testo, per far comprendere l’azione continua di Dio nella storia.
Dopo lo squillo della settima tromba Giovanni contempla tre segni nel cielo, due sono contenuti nel capitolo 12, mentre il terzo si trova nel capitolo 15 quando inizia, con il settenario delle coppe, l’intervento risolutivo di Dio nella storia e la definitiva sconfitta del male.
Il primo segno grandioso è la donna, simbolo del rapporto di Dio con l’umanità: essa è posta in una condizione amara e soffre le doglie del parto. Il riferimento al sole, la luna e le stelle, evoca l’atto creatore di Dio e con esso Adamo ed Eva che, posti nel giardino, disobbediscono scoprendo il dolore derivato dalla trasgressione.
Il secondo segno è un enorme drago rosso simbolo del caos primordiale: egli entra in conflitto con la donna e vuole divorare il bambino appena nato, ma Dio lo rapisce verso il suo trono, dando inizio ad un progetto di custodia e misericordia per l’umanità. La donna fugge nel deserto dove Dio le ha preparato un rifugio e la nutre, come il suo popolo, al tempo dell’Esodo. Riprende il conflitto in cielo: il drago che seduce la terra combatte contro Michele e i suoi angeli. Il conflitto si conclude con la sconfitta del drago-Satana che precipita sulla terra.
È un testo poetico che celebra la vittoria di Cristo. Il drago sulla terra, infuriato perché sa che il suo tempo è limitato, perseguita la donna ma ad essa vengono date leali della grande aquila per raggiungere in salvo il suo rifugio: il deserto.
Il serpente allora vomita un fiume d’acqua dietro alla donna ma la terra viene in suo soccorso inghiottendo il fiume: è l’esperienza del Mar Rosso, la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto. Il serpente si infuria ancora con la donna-umanità e va a combattere il gruppo di coloro che custodiscono i comandamenti e possiedono la testimonianza di Gesù. In mezzo a questo gruppo ci siamo anche noi, che però conosciamo l’esito della battaglia.
Dopo le risonanze in assemblea il vescovo ha annunciato il tema di riferimento per il prossimo anno pastorale: Genesi, 1-11, questo sarà l’oggetto del Festival Biblico che si svolgerà dal 24 al 29 agosto.
(R.G.)



