Le relazioni alla vigilia dell’età adulta secondo Sally Rooney

Chi la critica sostiene che nei suoi romanzi “non succede mai niente”, chi la apprezza (la sottoscritta in primis) invece è proprio affascinato da quelle “persone normali” (titolo anche del libro che ne ha coronato il successo) smarrite, incerte, di poche parole che popolano i suoi testi.
Sicuramente, può considerarsi, a soli 33 anni, tra le scrittrici più “influenti” della sua generazione e, in generale, degli ultimi anni. Parliamo di Sally Rooney autrice irlandese ormai di culto, soprattutto tra la generazione dei millennial. Più meno, se vogliamo giocare con le classificazioni generazionali, quello che l’inglese Nick Hornby è stato per la Generazione X da “Alta fedeltà” in poi, pur con meno ironia (lei), ma la stessa capacità di raccontare, appunto, una generazione.
A fine 2025 è uscito il suo quarto romanzo ”Intermezzo” (Einaudi, 2024, pag. 432), forse il migliore tra i suoi libri.
È il racconto di un momento di sospensione nella vita di due fratelli, Ivan e Peter Koubek, dopo la morte del padre. Ivan è giovane, poco più che ventenne, introverso, impacciato e razionale, più a suo agio con gli scacchi che con le relazioni.
Peter, un avvocato di 32 anni, è carismatico, apparentemente di successo, con amicizie, fidanzate, amanti. Al di là delle apparenze non è però così: Peter è infelicemente in bilico tra Sylvia, l’ex ragazza che l’ha lasciato dopo un incidente che l’ha resa invalida, e Naomi, una studentessa piena di problemi e di energia. Ivan, invece, incontra ad una gara di scacchi Margaret, una donna di 36 anni che sta attraversando la complessa fine di un matrimonio con un uomo violento ed inizierà ad apparire diverso a se stesso e chi gli sta intorno, Peter compreso.
Il romanzo procede come una partita a scacchi (il titolo “Intermezzo” richiama proprio una mossa scacchistica – in Italia detta “intermedia” – una mossa inaspettata, un ostacolo, proprio come il lutto che i protagonisti si trovano ad affrontare) in cui le “mosse” di Ivan e Peter si alternano ed evolvono tra inciampi e attese senza vincitori o vinti.
Come in tutti i romanzi di Sally Rooney la semplice sintesi di una trama non rende ragione dello spessore del romanzo: effettivamente “succede” poco, è, invece, il racconto dei personaggi, il loro modo di rapportarsi con gli altri e con il mondo, il loro stesso modo di stare al mondo, le loro interrelazioni che Rooney è bravissima a raccontare in modo fresco e contemporaneo.
Una capacità che rende i romanzi della scrittrice irlandese e “Intermezzo” in primis oltre che una piacevolissima lettura anche l’occasione per capire meglio come i ragazzi e le ragazze pensano, agiscono e vivono oggi le relazioni in quel lasso di tempo tra la fine degli studi e l’inizio della vita adulta. Con tutto il corredo di preoccupazioni, problemi emotivi, sofferenze, idealismi che si trovano a fronteggiare.

Chiara Filippi