Una polemica nata nell’ultimo consiglio da sindaco di Ferri

Stavolta è definitivo, dopo due rinvii, il consiglio comunale di Pontremoli giovedì scorso ha preso atto ufficialmente della decadenza dalla carica di sindaco di Jacopo Ferri, a causa dell’incompatibilità con il nuovo ruolo di consigliere regionale. La guida del comune è quindi ora affidata alla vicesindaca Clara Cavellini, che ne avrà la reggenza fino alle prossime elezioni comunali.
Ma in realtà stavolta la polemica si è allargata ben oltre il breve confine temporale del consiglio comunale. Ad innescare la miccia sono state due dichiarazioni nell’ambito del consiglio, prima la riflessione del capogruppo di maggioranza Massimo Lecchini, che ha rimarcato l’assenza di tutti e quattro i consiglieri di minoranza, cui si sono aggiunte le parole della vicesindaca Clara Cavellini, che si è rammaricata soprattutto dell’assenza delle due consigliere Elisabetta Sordi e Elena Battaglia “perchè sarei stata contenta di poter contare oggi sul sostegno femminile, in una realtà, come quella politica, dove è ancora difficile far emergere il ruolo della donna”.
La replica delle consigliere Sordi e Battaglia

Parole che hanno provocato la rabbia delle due consigliere, che hanno replicato con un comunicato stampa partendo dall’assenza al consiglio sottolineando come questo fosse “un Consiglio nel quale non vi era alcuna necessità di contraddittorio, né tantomeno di confronto: la decadenza non era oggetto di valutazione, ma di presa d’atto. Richiamare in questo contesto la “centralità del confronto democratico” suona quindi quanto meno strumentale, se non apertamente retorico”.
Anche perchè, la minoranza aveva fatto presente nella conferenza dei capogruppo che l’orario scelto non era compatibile con le esigenze lavorative dei consiglieri. Ed anche se avevano tutti il diritto di chiedere un permesso “riteniamo che chiedere un permesso lavorativo per pochi minuti, per una seduta senza dibattito e senza decisioni politiche, non fosse né opportuno né rispettoso, né verso il lavoro, né verso il senso stesso del ruolo consiliare”.

Criticata anche l’affermazione della vicesindaca sulla mancanza di sostegno femminile “Le consigliere Battaglia e Sordi sono sempre state in prima linea, in Consiglio comunale e fuori, nella difesa dei diritti delle donne e della loro libertà di scelta.
Eravamo presenti quando questa maggioranza presentava e votava una mozione per consentire l’ingresso delle associazioni Pro Vita nei consultori, con il pretesto di “affiancare” le donne che scelgono di abortire. Una mozione che, nei fatti, metteva in discussione l’autodeterminazione femminile e la laicità dei servizi sanitari pubblici.
In quella seduta, dov’era la vicesindaca Cavellini?”.
La risposta della Cavellini

A stretto giro di posta arriva la contro replica della Cavellini “Purtroppo noi donne ogni tanto siamo brave a farci del male da sole, fino a quando non capiremo che ci sono momenti in cui sarebbe bene unire le forze al di la degli schieramenti politici e usare la gentilezza che ci dovrebbero contraddistingue nelle relazioni col nostro prossimo non vivremo mai in una realtà di pace”.
Cavellini rimarca che non si è mai fatta problemi “ad esprimere il mio pensiero, anche se non in linea con il contesto di maggioranza a cui appartengo, ricordo a tal proposito il voto con la minoranza sul salario minimo”. Assente al consiglio per malattia “non ho problemi a dichiarare, a posteriori, che se fossi potuta essere presente al Consiglio in oggetto, avrei votato a favore della presenza delle associazioni pro vita nel Consultorio”. (r.s.)



