Vario menu meteo di fine d’anno

L’analisi meteo evidenzia come, fino al giorno di Natale compreso, il cielo coperto ha avuto la meglio lasciando che il sereno si affermasse da Santo Stefano. Da segnalare sono: le precipitazioni costanti del 16, giorno più piovoso del mese con apporto di oltre 40 mm; la nebbia del 18, fitta anche a Pontremoli, specie fra le 9:30 e le 10:30; le pioggerelle del 19-20, accompagnate da persistente ventilazione da N-NW, una tramontana scura non molto fredda stanti le temperature elevate per la stagione.
Il vento ha vegliato notte e dì calmandosi il 18 e il 19; ha avuto intensità crescente la Vigilia di Natale e il 25 stesso, sempre al cospetto di cielo coperto o quasi. Dal 26, invece, le nubi sono sparite e il sole ha regnato dall’aurora al tramonto; il 26, il vento forte e la temperatura in contenuto calo hanno reso il clima più pungente, e si può dire cosi tenuto conto delle miti condizioni preesistenti.
Sabato 27, la tramontana è divenuta più favonica prima di calmarsi del tutto. A seguire, con l’instaurarsi delle inversioni termiche, una sensibile mitezza ha preso campo nelle posture collinari e montuose, mentre a fondovalle le notti si sono irrigidite con il ritorno di gelo e brina.
Considerato che dai rilievi montuosi era ben poco il freddo che si sarebbe potuto depositare per colamento gravitativo nel fondo delle conche vallive, le gelate da -5°C realizzatesi nelle aperte campagne domenica 28 e lunedì 29 si possono definire un vero e proprio… prodotto dop delle valli lunigianesi!
La sera di lunedì 29 la temperatura era già sottozero poco dopo le 19, ma l’avanzata di nubi strato-cumuliformi nelle ore successive ha reso meno gelida la notte: la mattina di martedì 30, infatti, non vi era già più traccia di brina.
L’afflusso di aria più umida e temperata ha voluto giusto impedire che i termometri, a causa della coltre nuvolosa, scendessero troppo tra notte e mattina; nelle ore diurne, le schiarite e il conseguente soleggiamento hanno operato in favore di una ulteriore stemperata.
Gli ultimi giorni dell’anno hanno solo lievemente ritoccato la media mensile: pur con un piccolo assestamento al ribasso, specie delle temperature minime, andrà in archivio a livello locale e nazionale come uno dei mesi di dicembre più miti mai vissuti.
Anche l’anno 2025 nel complesso dovrebbe prendere posto fra i primi cinque anni più caldi in una classifica in cui, peraltro, figureranno sul podio le annate immediatamente precedenti (2022, 23 e 24).
Si ritornerà su questo argomento a resoconti definitivi e ufficiali, sia del mese di dicembre che del 2025, ma fin d’ora si può anticipare qualcosa in tema di precipitazioni.
Il bimestre novembre-dicembre non si è distinto per elevata piovosità, ma le abbondanti piogge della maggior parte dei mesi dell’anno appena trascorso sono già più che sufficienti a collocare lil 2025 nel novero della dozzina dei più bagnati, fra i quali era entrato pure il trascorso 2024.