Natale nelle carceri: a Massa e a Pontremoli

“L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’Amore”, il 18 dicembre con il Rinnovamento nello Spirito Santo e Prison Fellowship Italia

Il Vescovo Mario e don Giovanni Perini durante la celebrazione della S. Messa nell’Istituto Penale Minorile di Pontremoli

Per molti detenuti e detenute, il Natale è un tempo di attesa, riflessione e spesso solitudine. Giovedì 18 dicembre, grazie al Rinnovamento nello Spirito Santo e a Prison Fellowship Italia, la festività ha portato nelle carceri italiane un momento di calore, vicinanza e speranza, con “L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’Amore”, il più grande evento natalizio del sistema penitenziario nazionale.
L’iniziativa, nel contesto del Giubileo della Speranza, ha assunto un significato ancora più profondo, trasformando il Natale in un’occasione di misericordia, accoglienza e fraternità. In oltre 56 istituti, detenuti e detenute hanno vissuto un pranzo speciale, preparato da più di 70 chef stellati e dell’alta cucina italiana, servito da oltre 1.300 volontari e accompagnato da più di 100 artisti.
I piatti, ispirati alle tradizioni regionali, alla cucina mediterranea e a sapori provenienti da altre culture, hanno trasformato gli spazi del carcere in luoghi di festa, convivialità e bellezza.
Nel territorio diocesano, alla Casa di Reclusione di Massa che partecipa da anni all’iniziativa, quest’anno si è aggiunto l’Istituto Minorile femminile di Pontremoli. Qui, alla presenza delle undici ragazze detenute, del cappellano don Giovanni Perini, del direttore Francesca Capone e del personale dell’Istituto, la giornata si è aperta con la S. Messa presieduta dal vescovo Mario che, nell’omelia, ha invitato le ragazze a “gridare al Signore, perché Lui accoglie il grido dei poveri e degli ultimi”, ricordando San Giuseppe, che ha saputo accogliere il Signore con fiducia e coraggio.
Mons. Vaccari ha sottolineato come l’anno della Speranza renda ancora più attuale il messaggio di vicinanza, attenzione e misericordia verso chi vive momenti di fragilità. Le ragazze hanno partecipato con grande intensità alla preghiera dei fedeli, aprendo il cuore in modo spontaneo, condividendo emozioni, speranze e desideri di pace. Il clima che si è creato è stato di armonia e gioia: tutte si sono sentite valorizzate e accolte, come in una grande famiglia.

Paolo Migone, al centro, con lo chef Antonio Morelli e il suo staff

Il momento più toccante è stato quando una delle ragazze, che compiva 18 anni, ha ricevuto la benedizione del vescovo. Un gesto semplice ma carico di significato, che ha consolidato il senso di vicinanza, speranza e fiducia in Dio, condiviso con tutto il gruppo e con il personale dell’IPM.
A Massa, invece, il pranzo è stato curato dallo chef Antonio Morelli, con l’intrattenimento affidato al comico Paolo Migone. Prima la S. Messa, guidata dal vicario generale, don Marino Navalesi, con il cappellano don Michele Bigi, il direttore della Caritas don Maurizio Manganelli e di tutto il personale del carcere, in un clima familiare, capace di far sentire i detenuti accolti e non giudicati. Le preghiere dei fedeli sono state spontanee e profonde, con parole di pace, amore e attenzione alla famiglia.
Presenti anche il direttore del carcere, Antonella Venturi, e Bianca Marcocci, coordinatrice regionale del Rinnovamento nello Spirito per la Toscana. Tra gli sponsor, Conad e Briel Shaleku per l’Eritrea, a testimonianza dell’impegno a far conoscere alla società civile la realtà delle carceri.
Anche quest’anno, il progetto conferma come il Natale possa trasformare gli spazi della detenzione in luoghi di calore umano, ascolto e solidarietà, offrendo a detenuti e detenute momenti di festa, dialogo e vicinanza.