Presentata l’edizione 2026 della pubblicazione del Centro Lunigianese di Studi Giuridici

È dedicato ai Castelli di Lunigiana l’Almanacco Pontremolese 2026, edito dal Centro Lunigianese di Studi Giuridici e presentato all’ombra del Campanone nei giorni precedenti il Natale. Una tradizione che si ripete dall’autunno 1978 e che quest’anno riprende uno dei temi più noti ma che desta sempre curiosità e interesse.
Mentre ci si avvia al centenario del famoso libro “Castelli di Lunigiana”, pubblicato a cura di Pietro Ferrari nel 1927 con descrizioni e immagini rimaste nella storia dell’editoria locale, l’Almanacco intende segnare una tappa di avvicinamento alle iniziative culturali che si terranno in Lunigiana in generale e a Pontremoli in particolare da qui alla celebrazione dell’anniversario.
L’introduzione all’iniziativa editoriale del Centro Lunigianese di Studi Giuridici quest’anno è stata affidata all’arch. Stefano Calabretta che ripercorre per sommi capi le premesse che portarono al libro di Pietro Ferrari e a quanto accaduto in questi quasi cento anni. Con una citazione particolare per la legge voluta dall’on. Valdo Spini, quella che negli anni Ottanta diede una spinta decisiva alla conoscenza e al recupero di alcuni dei castelli della Lunigiana Storica perché potessero essere riutilizzati per lo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio.

All’interno dell’Almanacco 2026 si trovano undici contributi per conoscere la storia e aspetti particolari di alcuni dei castelli della Lunigiana e due sono dedicati alla fortezza della Brunella di Aulla: di Riccardo Boggi (“La Brunella da inespugnabile fortezza a nido d’amore”) e di Andrea Marmori (“La Brunella di Aulla gli inglesi e il castello tra le nuvole”).
Giuseppe Benelli propone le vicende del castello di Malnido a Villafranca, mentre del castello di Terrarossa, eretto nel fondovalle al centro della Lunigiana, si occupa Stefano Calabretta.
Alla storia del castello di Groppoli, che i Brignole Sale vollero organizzato in stretta comunione con il palazzo e la chiesa di Gavedo, è dedicato il contributo di Maria Grazia Pedrotti.

Natalino Benacci descrive invece “Il castello di Grondola, molto conteso nel medioevo e poi abbandonato”: ed è proprio la torre di questa fortificazione lungo la via del Brattello ad essere la protagonista della copertina, ritratta in una foto di Walter Massari.
Del “Castello di Pontremoli”, il “castrum Planarii” e il rapporto con l’imperatore Federico II si occupa Paolo Lapi, mentre Nicola Gallo offre un proprio contributo alla conoscenza della storia del castello di Ponzanello, eretto nel XIII secolo in quell’area di passaggio fra la Lunigiana interna e l’area di costa.
Al castello di Virgoletta dedica il proprio contributo Andrea Baldini, mentre Stefano Milano si occupa di uno dei castelli più noti del territorio, quello bagnonese di Castiglione del Terziere. Infine Luciano Bertocchi conclude la serie degli scritti che compongono l’Almanacco Pontremolese 2026 con “Il Castello; un sito affascinante ma pieno di interrogativi”.
(p. biss.)



