Mentre siamo tornati a godere di un cielo luminoso e azzurro a ricorrenze dei Santi e dei Morti ormai alle spalle, ecco il rapporto dedicato a ottobre, conclusosi con il finale piovoso annunciato la scorsa settimana.
È stato necessario, infatti, vivere le cupe, umide, ancorché miti “cinque giornate” dal 29 ottobre al 2 novembre prima di poter rivedere splendere il sole. Le correnti meridionali, ora da scirocco e ora da libeccio, hanno reso invariabilmente grigio lo spazio aereo che sovrasta la terra di Lunigiana: sia durante i passaggi perturbati, con piogge a tratti molto abbondanti, sia durante le pause tra un fronte e l’altro, quando è scesa comunque qualche goccia o una lieve pioviggine ad intervalli.
Le temperature, con il flusso temperato di provenienza marina, si sono assestate su livelli alquanto superiori alla norma nei valori minimi e, seppur di poco, persino in quelli massimi diurni nonostante le precipitazioni e l’assenza di radiazione solare. Un primo cenno di calo termico si è avvertito domenica 2 al prevalere di un libeccio più fresco e, la sera, all’arrivo della ventilazione da nord.
I giorni più perturbati sono stati il 30 (con pioggia rovesci anche forti a partire da mercoledì 29 in serata) e domenica 2 novembre. Il 30, le piogge si sono accanite con maggiore intensità nel tratto compreso fra Tresana, Villafranca Filattiera e la valle del Caprio: torrente, quest’ultimo, ingrossatosi molto così come il Monia. Cumulati dell’evento superiori ai 200 mm si sono misurati nelle stazioni di Rocca Sigillina e di Gigliana.
Bizzarro il contrasto fra le due estremità del piccolo territorio comunale di Villafranca, che ha ricevuto apporti modesti presso il confine sud (Fornoli) e copiosissimi al confine con Filattiera (Ghiaione).
Il passaggio del testimone fra secondo e terzo mese autunnale è stato più tranquillo, con minimi piovaschi sotto la cappa nuvolosa. Il 2, invece, le cateratte del cielo si sono di nuovo aperte, incredibilmente quasi nella stessa porzione di territorio subissato d’acqua pochi giorni prima, mentre sul resto della Lunigiana la pioggia, quasi continua da mane a sera, non ha raggiunto intensità preoccupanti.
Rispetto all’episodio del 30 ottobre, i massimi si sono notati più a fondovalle ed è piovuto di più nel Bagnonese che nella valle del Caprio. La sera di domenica, mentre si udiva anche qualche tuono, è piovuto con aria più fredda e, a seguire, le schiarite si sono ampliate fino al più totale rasserenamento.
L’aria asciutta e favonica ha benedetto il tempo radioso di lunedì 3, cosa che oggi, martedì 4, non si è replicata perché al bel sole che splende non corrisponde la ventilazione da nord e perciò ristagna aria più umida.
Resta poco spazio da dedicare a ottobre 2025: mese termicamente quasi nella norma o in leggero difetto (-0,4°C lo scarto da canoni climatici 1991-2020 a Pontremoli) e più variegato nell’andamento delle precipitazioni, che si sono concentrate in gran parte nella terza decade.
Dove le piogge hanno avuto maggiore intensità, i totali sono lievitati ben sopra norma: a Villafranca-Ghiaione, ad esempio, con 374,8 mm e a Massa, con 260,6 mm. Più in linea con le attese a Pontremoli (232,0 mm) e a Gragnola (193,8 mm).
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



