Successo per le quattro giornate dell’edizione 2025 del Festival biblico a Carrara, Avenza e Pontremoli

Dal 27 al 30 agosto la diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, ha vissuto la terza edizione del Festival biblico, iniziativa organizzata dalla Commissione diocesana dei Gruppi di Ascolto della Parola, coordinata da don Alessandro Biancalani, mentre i singoli appuntamenti sono stati guidati dalla biblista Chiara Mariotti.
Quattro giornate intense, condotte per mano dal testo di Apocalisse, il libro scelto dal vescovo mons. Mario Vaccari per il cammino pastorale 2025/26, alla scoperta del racconto che l’evangelista Giovanni offre alle comunità cristiane, quando si è trovato in esilio nell’isola di Patmos.
L’anno del Giubileo, con le sue celebrazioni ed appuntamenti rappresenta senza dubbio un’occasione da non perdere per evidenziare l’orizzonte della speranza che caratterizza i cristiani, che credono che la meta di questa vita sia il cielo.
Ma quale sarà la vita che ci aspetta? È solo la fine della storia? E le contraddizioni e le sofferenze di questo mondo sono soltanto una prova oppure una via per conquistare qualcosa?

A molte ed altre domande il libro di Apocalisse riesce a dare risposta, se letto e compreso nel suo significato profondo, lungi dal carattere predittivo e di visione futuristica che una certa ermeneutica ha ripreso, ponendo invece l’attenzione sull’oggi di ciascuno e delle comunità.
Il Festival è iniziato la sera di mercoledì 27 agosto, con un evento unico nel suo genere rappresentato dalla lettura immersiva e integrale del testo di Apocalisse, proclamato nel palcoscenico naturale della cava museo Danesi, in località Fantiscritti a Carrara.
Lo sfondo delle cave di marmo nel quale i partecipanti erano immersi ha creato il contesto suggestivo per far risuonare le parole dell’evangelista: il silenzio e le poche luci nel buio delle montagne sovrastanti hanno creato una scenografia ad effetto.
L’Apocalisse di san Giovanni, infatti, è un testo denso di descrizioni e immagini simboliche che parlano direttamente ai credenti e non: i sette sigilli, le trombe, i quattro cavalieri, il drago e la bestia, la donna vestita di sole, la Gerusalemme celeste, per citare solo le più note.

La sera successiva, giovedì 28 agosto, nella chiesa parrocchiale di san Pietro ad Avenza, è stato il momento per compiere un percorso attraverso la storia dell’arte, alla scoperta dell’iconografia dell’Apocalisse lungo i secoli, aiutati dal contributo dell’architetto Roberto Ghelfi.
Venerdì 29 agosto il Festival si è spostato in Lunigiana, in particolare a Pontremoli, dove nella Concattedrale. Partendo dalle lettere alle Sette Chiese raccontate da san Giovanni, sette testimoni hanno raccontato le loro storie di incontro con il Signore e condiviso la loro esperienza di per dire come la presenza di Cristo abbia indirizzato e cambiato le loro vite concrete: all’incontro era presente anche il vescovo Mario.

Sabato 30 agosto sempre a Pontremoli si è svolta la giornata finale del Festival, dedicata allo studio del testo con l’intervento di alcuni biblisti. Don Simone Giovannella ha affrontato la dimensione storica del testo e le questioni intorno all’autore che l’ha scritto. Chiara Mariotti ha preso in considerazione una pista di lavoro riferita alla visione del trono contenuta all’inizio del capitolo 4.
Don Alessandro Biancalani ha preso in considerazione i personaggi minori, andando ad approfondire i martiri, i due testimoni e la figura di san Michele arcangelo. In una seconda sessione invece è stato preso in considerazione il ruolo del male e di coloro che agiscono nel suo nome, così come raffigurato da Apocalisse, assieme all’epilogo del racconto del capitolo 22.

Ha colpito soprattutto l’intervento di don Luca Pedroli, sacerdote della diocesi di Vigevano e padre spirituale del Pontificio Seminario Lombardo in Roma, professore stabile del Pontificio Istituto Biblico. «Noi viviamo sull’onda della Pasqua – ha evidenziato – e il testo di Apocalisse ci fa respirare la dimensione nuova della pienezza di vita, dove il male è presente, ma non ha l’ultima parola».
Il testo dell’Apocalisse non ci parla della fine ma apre uno squarcio di luce sull’oggi di ciascuno, luce che deriva direttamente dalla luce della Resurrezione del Signore.
Ha concluso il Festival il vescovo con la celebrazione eucaristica presieduta nel pomeriggio nella Concattedrale a Pontremoli, auspicando da parte delle comunità parrocchiali di utilizzare questo tempo per la crescita umana e spirituale nell’anno pastorale che si sta aprendo.
Il Festival biblico è stato seguito anche dall’Ufficio diocesano Comunicazioni con dirette streaming di diversi appuntamenti, tra cui la lettura del testo a Fantiscritti, che sono disponibili sul canale YouTube della diocesi.
Davide Finelli



