Prevista un’adeguata cartellonistica per informare i visitatori
Il Comune di Zeri è il primo Comune di Italia (dopo vari Parchi e associazioni ambientaliste) che ha ufficialmente aderito al progetto “Cani da Protezione del Bestiame”, sottoscrivendo un protocollo d’intesa con l’obiettivo di promuovere strumenti efficaci e condivisi per la coesistenza tra allevamento e predatori.
Il progetto, promosso da “Io non ho paura del lupo”, “DifesAttiva” e “Cooperativa Eliante”, nasce per supportare gli allevatori che scelgono di adottare metodi di prevenzione non letali, valorizzando il ruolo dei cani da guardiania come efficace strumento di difesa del bestiame. Con l’adesione del Comune di Zeri verranno forniti agli allevatori del territorio cartelli informativi per segnalare la presenza dei cani e informare escursionisti e cittadini sul comportamento corretto da tenere in loro presenza.

Il cartello unico è frutto di un lungo lavoro condiviso tra allevatori, educatori, esperti e tecnici della comunicazione. Un supporto concreto e facilmente riconoscibile che tutela il lavoro di chi alleva, gli animali e la sicurezza di chi frequenta la montagna, divulgando un messaggio di rispetto e consapevolezza grazie a un linguaggio chiaro e immediato. Un’iniziativa nate allo scopo di migliorare il rapporto tra cani da protezione del bestiame, i cosiddetti “cani da guardiania” e i fruitori degli ambienti naturali come escursionisti, sportivi, raccoglitori di funghi ma anche cacciatori o semplici residenti delle aree dove possono essere presenti cani da protezione a difesa degli animali al pascolo.
A partire dall’introduzione di un cartello informativo unico in tutta Italia, facilmente riconoscibile e comprensibile, per informare turisti e altri fruitori del territorio sulla presenza di cani da protezione e come comportarsi in loro presenza. Un modo per sensibilizzare sia gli allevatori che i frequentatori dell’ambiente montano sull’importanza della coesistenza pacifica tra attività zootecniche, predatori selvatici e attività ricreative.

Un concetto che trova eco nelle parole del sindaco zerasco, Cristian Petacchi, che ha seguito passo passo il progetto e che ha accolto la proposta dopo una serie di riunioni con allevatori e associazioni del territorio, specificando che oltre ai cartelli si terrà un programma di formazione specifico sia per per i cani che per gli allevatori, in modo che ci sia il giusto rispetto tra pastori, cani e chi vuole usufruire dell’ambiente montano “sono azioni – sottolinea Petacchi – che hanno come obiettivo non solo la salvaguardia della zootecnico ma anche creare il giusto equilibrio tra aziende e frequentatori del comprensorio”.
Un’attenzione quanto mai importante perchè fare un giro in montagna ed essere inseguiti da un cane pastore non è un’esperienza piacevole nè per un escursionista a piedi nè per un ciclista. Ma pastorizia ed escursionismo sono due realtà che possono convivere e trovare un equilibrio con il giusto rispetto da parte di entrambi.
(r.s.)
L’UE ha abbassato il livello di tutela, ma resta animale protetto
Lupi: nel prossimo futuro battute ed abbattimenti
L’Unione Europea ha abbassato il livello di protezione del lupo da “rigorosamente protetto” a “protetto”: il Consiglio dell’Unione ha infatti adottato il 5 giugno scorso il provvedimento e dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della UE è ora entrata in vigore la modifica alla direttiva Habitat. Questo non significa che si apre la “caccia al lupo”, tutt’altro. Cambiano tuttavia gli approcci che i singoli Stati europei potranno assumere per tenere sotto controllo le popolazioni dei lupi con la caccia di selezione e con battute mirate nei confronti di singoli esemplari o branchi che abbiano causato problemi o dimostrato una particolare aggressività.
Ma per questo occorrerà tempo: la nuova direttiva europea, infatti, deve essere adottata da ogni Stato membro, Italia compresa, che dovrà anche stabilire le linee guida alle quali ogni Regione italiana dovrà attenersi. Norme e regolamenti che dovranno comunque consentire uno stato soddisfacente di conservazione del lupo che resta, come detto, una specie protetta così come è classificato fin dal 1971. Esultano le associazioni di categoria soprattutto degli allevatori che lamentano in tutta Europa decine di migliaia di capi uccisi dagli animali predatori. Di contro la notizia ha sollevato la protesta di tutte le associazioni ambientaliste e animaliste; per il WWF si tratta di “un ritorno al passato” e di un “precedente preoccupante per la protezione della natura in Europa”.
(p. biss.)



