Il negazionismo non regge: le temperature sono in  aumento in tutto il mondo

Una canicola tipica della piena stagione ha segnato l’inizio dell’estate; eppure approcci non scientifici, fake news e complottismi alimentano le teorie del negazionismo climatico mentre i ritardi nelle politiche ambientali pregiudicano il futuro della Terra

Siccità e progressivo abbassamento del livello dei fiumi (repertorio)
(Foto Siciliani – Cristian Gennari/SIR)

Un mese di giugno dai connotati prettamente estivi ha costituito l’esordio della stagione calda 2025. Se l’avvio del mese era apparso del tutto tranquillo, la seconda decade aveva poi proposto la prima ondata, di stampo afoso, culminata tra sabato 14 e domenica 15. Giusto il tempo di un poco di respiro e, dal 19 in poi, la calura si è imposta fino a sabato 5 luglio con la massima intensità tra il 28 e il 30 giugno, questa volta con aria molto asciutta, ovvero calura torrida.
Lasciando perdere gli episodi di caldo duraturo e precoce di alcuni mesi di giugno di metà ‘900, scesi dalle posizioni di vertice che avevano occupato fino all’alba del XXI secolo, i più hanno ancora in mente l’estate del 2003 nel suo complesso, i calori da primato di fine giugno 2019 e l’estate del 2022, lunga e rovente anch’essa.

Uno degli incendi che hanno devastato Los Angeles nel gennaio scorso (Foto ANSA/SIR)

Si tratta di episodi di diversa durata, intensità ed estensione sul territorio, sia a scala europea che nazionale. Ogni stazione, spesso, fa storia a sé e non è detto che città anche vicine abbiano un andamento perfettamente concorde: a maggior ragione in fatto di precipitazioni, talora persino in campo termico. Alle volte, dipende dal versante: il giugno 2003 fu estremamente caldo e con uno scarto dalla norma molto marcato in Valpadana; lungo il versante ligure-tirrenico, per quanto il mese fosse stato da record, lo scarto da norma fu meno esagerato.
Nel caso del 2025, invece, la calura padana non ha raggiunto il livello medio del 2003 (a parte qualche isolata eccezione), mentre nei versanti occidentali l’ha persino superata, come avvenuto, ad esempio, a Pisa.
In Lunigiana, la situazione è risultata varia, ma alla fine si è trattato di un testa a testa dove le differenze di posizione si sono giocate sul decimo di grado. Al di là dell’ordine di classifica, la cui importanza non si ferma certo alla mera curiosità, quel che conta davvero è il ripetersi sempre più ravvicinato di ondate canicolari in estate, di tepori anticipati in primavera, di autunni dal clima dolce alternato a periodi di piogge prolungate con situazioni alluvionali; il tutto è opposto ad inverni meno aspri, con neve più rara ed episodi miti la cui frequenza, al contrario, è in costante aumento.

Il cambiamento climatico richiederà sempre maggiori quantità di acqua in agricoltura

Le evidenze descritte non hanno bisogno qui di ulteriori dati a suffragio: ovunque, nel mondo, la temperatura è in aumento, ma chi ha interesse a negarlo preferisce dare risalto ad ogni ondata di freddo.
È così arduo comprendere il fatto che, pure in un contesto di riscaldamento generale, possano ben continuare a verificarsi episodi meteo in senso contrario e persino nuovi record di gelo?
Fiato o files sprecati su social network, tv e giornali con chi è convinto di avere la verità in tasca pur essendo profano della materia o male informato. È pure il caso di chi si diletta a riportare descrizioni di estati roventi e siccitose di secoli e secoli fa, quando manco esistevano i termometri; d’altro canto, anche gli eventi in epoche meno remote, quando erano ormai un funzione gli strumenti di misura, possono nascondere molte insidie, ignote ai parvenu della materia, i quali credono di aver scoperto l’acqua calda, anzi, torrida, citando cifre di cui non sospettano lontanamente il valore né la fiducia che meritano.

Il fiume Po in secca a Boretto (Reggio Emilia) nel 2023. (Foto ANSA/SIR)

Esistono migliaia e migliaia di dati pubblicati nero su bianco relativi a decine e anche cento e più anni fa, che vanno presi con le pinze e analizzati criticamente: in non pochi casi, essi sono frutto di letture eseguite su termometri non schermati correttamente.
Altro sport molto attuale è la mania di persecuzione: inseminazione di nubi, nuvole sospette e altre stranezze segnalate ad ogni pié sospinto per ribadire che “non ce la raccontano giusta”. Se tutto questo attivismo venisse indirizzato non su fantasmi, bensì sulle reali criticità, in maniera coordinata e autorevole, contro le politiche deliranti di coloro che reggono le sorti dei popoli, sarebbe molto meglio e darebbe gambe alle evidenze che la comunità scientifica non si stanca di ripetere ormai da decenni, insieme agli accorati appelli degli ultimi quattro pontefici.
Il ritardo è grave, le prospettive molto preoccupanti, ma tante decisioni al vertice e tanti comportamenti individuali, se adottati subito, potrebbero avere ancora un qualche impatto mitigatore nel futuro. Se si resta inerti o, peggio, si fa dietrofront, non resta che pregare per i nostri pronipoti che subiranno gli effetti di un pesante lascito ambientale entro il 2100.

(Maurizio Ratti)