Nel nome di San Francesco Fogolla: la Cina di ieri e di oggi

A Montereggio interessante tavola rotonda per ricordare il Vescovo canonizzato 25 anni fa da Papa Giovanni Paolo II

Da sinistra: l’avv. Zangani, don Salvio Yan, il prof. Luigi Lanzi e il prof. Franco Motta nella tavola rotonda a Montereggio. (Foto: pagina FB “Nuvole a Montereggio”)

Sono trascorsi 25 anni da quando Papa Giovanni Paolo II ha canonizzato Francesco Fogolla, vescovo in Cina, martirizzato il 9 luglio 1900. In questo significativo anniversario la comunità di Montereggio, la terra che lo aveva visto nascere il 4 ottobre 1839, lo ha ricordato, oltre che con le celebrazioni di mercoledì 9 luglio, anche con la tavola rotonda si è svolta domenica scorsa, 13 luglio, nell’antica chiesa di San Apollinare a Montereggio.
Moderata dall’avv. Umberto Zangani, ha visto gli ospiti confrontarsi sul tema “Montereggio-Taiyuan (Cina), sulla strada di San Francesco Fogolla”.
Erano presenti, infatti, il prof. Luigi Lanzi, ben noto studioso di San Fogolla e dei martiri cinesi; il prof. Franco Motta, docente di storia contemporanea all’Università di Torino; don Salvio Yan, sacerdore cinese proprio a Taiyuan, la località dove il vescovo Fogolla era stato martirizzato ed attuale capitale della provincia dello Shanxi, dove è presente una numerosa comunità cattolica.

San Francesco Fogolla (1839 – 1900)

Risalgono ormai a cinquecento anni fa i primi contatti diretti fra i missionari e la Cina, quel Catai raccontato più di due secoli prima da Marco Polo e che nel Settecento avrebbe fatto breccia nell’immaginario collettivo europeo come un grande impero dal quale provenivano straordinari prodotti, testimonianze di una cultura misteriosa e anche “consuedudini” particolari come quella di accettare solo pezzi d’argento negli scambi commerciali.
Sulle navi di esploratori e mercanti dirette in Oriente salivano anche missionari che sarebbero arrivati fino al Giappone.
Una presenza, quella commerciale europea, che avrebbe creato inevitabili quanto gravi problemi; in particolare per il commercio dell’oppio; l’incentivo alla produzione aveva portato ad un’ampia diffusione e al consumo crescente anche nella società locale.
E proprio la missione di Fogolla, a Taiyuan, era impegnata nel contrastare il fiorente mercato dell’oppio.

Il pubblico che ha seguito la tavola rotonda nella chiesa di Sant’Apollinare a Montereggio

Ma nel 1900 la rivolta dei Boxer contro il colonialismo e la presenza occidentale si indirizzò soprattutto proprio contro i missionari e i cristiani, tra i quali il vescovo Fogolla, mons. Gregorio Maria Grassi e il confratello Elia Facchini con un’altra trentina di martiri. Nell’incontro di Montereggio molto significativa la testimonianza di don Salvio Yan sui rapporti in essere in Cina tra la Chiesa Cattolica e lo Stato; una situazione non facile, anche se durante il pontificato di Papa Francesco c’è stata una stagione di grande dialogo, che ora è in attesa del riconoscimento del nuovo papa, Leone XIV.
Ci sono territori dove la presenza dei Cattolici è molto diffusa (come appunto nella arcidiocesi di Taiyuan), altri dove è forzatamente assente. Occasione preziosa quella di Montereggio per comprendere una realtà così lontana dal punto di vista geografico eppure così legata alla nostra storia recente e al nostro presente.
La mattinata si è conclusa con la celebrazione della S. Messa presieduta da mons. Alberto Silvani, Vescovo emerito di Volterra.

(p. biss.)