“La Rocca” di Monzone adibita a attività ricettiva

L’inaugurazione della struttura il 12 luglio alla presenza delle autorità

La Rocca di Monzone
La Rocca di Monzone

Sabato 12 luglio, alle ore 18, alla presenza delle autorità religiose e civili verrà inaugurato il complesso “La Rocca”, nei pressi di Monzone e Monte dei Bianchi, completamente ristrutturato per essere adibito ad attività ricettiva.

Porterà il saluto il sindaco Gianluigi Giannetti, mentre il prof. Mario Nobili fornirà notizie storiche sull’edificio, che la illustre famiglia Bernardini ha voluto recuperare, con tutto l’ambiente circostante, per la nuova utilizzazione, rispetto a quella di casa colonica mantenuta per lungo tempo, a partire dagli ultimi decenni del 1800.

I Bernardini vivono in Lombardia da molti anni, per motivi lavorativi ed imprenditoriali, ma non mancano di tornare spesso a Monzone, a cui sono rimasti legati da vincoli d’affetto, che manifestano anche nel sostegno alle attività della Pubblica Assistenza e dell’U.S. Monzone (di cui il compianto sig. Carlo è stato Presidente negli anni Settanta).

Della Rocca hanno scritto Giorgio Pellegrinetti nel libro “La Valle del Lucido” e lo storico Nicola Gallo in “Cronaca e storia di Val di Magra” del 1992. Pellegrinetti afferma che fu la conseguenza della “intensa militarizzazione e fortificazione della Lunigiana, attuate fin dal secolo V, per far fronte ai grandi conflitti dell’Alto Medioevo, alle dure lotte fra feudalità laica, potere temporale del vescovo di Luni e volontà di affermazione delle sorgenti realtà comunali”.

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Cita, poi, Gallo nel passo in cui scrive che “Spinetta Malaspina, nel testamento del 1352, lascia agli eredi le sue terre, cum omnibus castris, fotiliciis”, precisando che “con questi ultimi si deve intendere una fortificazione minore, posta presso strade e vicino al borgo, per controllare persone e merci di passaggio e, nel caso della Rocca, presso il confine tra la parte fiorentina e quella dei Marchesi Malaspina, sulla destra del Lucido, dominante un restringimento della valle”.

Il manufatto, con struttura a base quadrata, di altezza modesta, con tetto a capanna, con la presenza della merlatura che fa pensare ad un aspetto volutamente medievale, ispirato al passato, è di incerta datazione, anche se la prima documentata è del 1630, attraverso una mappa che segna i confini tra Monte dei Bianchi (Granducato di Toscana) e Marchesato di Castel dell’Aquila (Gragnola, Cortila, Viano). Si notano una torretta a base quadrata e il nome Castiglione, da intendersi “insediamento fortificato di non grandi dimensioni” (Repetti). E in Castiglione deve essere individuata “La Rocca” (foglio catastale del 1820).

Andreino Fabiani