Papa Leone XIV ai Vescovi: “Scelte coraggiose proprie di una vera comunità ecclesiale”

Primo incontro con il nuovo Vescovo di Roma. Dal Papa un invito a mettere in pratica collegialità, sinodalità e protagonismo dei laici

Il discorso del Papa ai Vescovi italiani (Foto Vatican Media/SIR)

Collegialità, sinodalità, protagonismo dei laici: sono questi gli stili che Leone XIV ha invitato ad assumere ai vescovi italiani ricevuti nell’Aula delle Benedizioni del Palazzo Apostolico in occasione dell’Assemblea generale straordinaria della Cei, lo scorso 17 giugno.
Tre atteggiamenti per annunciare il Vangelo in Italia, secondo la «strada indicata da Evangelii gaudium», indicando così la sostanziale continuità tra il nuovo Papa e il suo predecessore Francesco; una continuità che ha riecheggiato anche nell’indirizzo di saluto dell’Arcivescovo di Bologna e Presidente della Cei Matteo Zuppi, che ha sottolineato il ruolo di «comunità, preti, consacrati, laici, tanti compagni di strada che con impegno hanno intrapreso in questi anni il Cammino sinodale, per realizzare quell’invito che Francesco ci rivolse proprio dieci anni fa a Firenze», dove Papa Bergoglio chiese «che fosse “tutto il popolo di Dio ad annunciare il Vangelo, popolo e pastori”».

Foto Vatican Media/SIR

I vescovi italiani sono stati ricevuti dal Papa in una fase molto particolare, dopo l’inedito rinvio da maggio a ottobre dell’assise episcopale decisa al termine dell’assemblea sinodale di inizio aprile, per riscrivere da capo il documento finale. L’ipotesi che il nuovo successore di Pietro potesse in qualche modo archiviare quell’esperienza è stata smentita dall’esortazione ai vescovi italiani ad andare «avanti nell’unità, specialmente pensando al Cammino sinodale. La sinodalità – ha dichiarato Leone XIV – diventi mentalità, nel cuore, nei processi decisionali e nei modi di agire».
Alla sinodalità si è affiancata, nelle parole del Papa, il tema della collegialità: esplicito il riferimento al Concilio Vaticano II e alle modalità “operative” di questo atteggiamento: «collegialità tra voi e collegialità con il successore di Pietro», mettendo da parte, implicitamente, le tendenze leaderistiche del recente passato. L’annuncio del Vangelo è una delle urgenze sottolineate da papa Leone, che ha sollecitato a «discernere i modi in cui far giungere a tutti la Buona Notizia, con azioni pastorali capaci di intercettare chi è più lontano e con strumenti idonei al rinnovamento della catechesi e dei linguaggi dell’annuncio».

Il saluto del card. Zuppi a Papa Leone XIV (Foto Vatican Media/SIR)

Sarà questo uno dei temi su cui si misurerà l’effettivo livello di sinodalità della Chiesa italiana e anche la sua capacità di abbattere vecchi schemi e tentare strade nuove di evangelizzazione in una società che si dichiara in larga maggioranza ancora cristiana ma che mostra evidenti segni di allontanamento dalla pratica religiosa. L’altro grande tema affrontato nell’udienza è quello della pace.
Leone XIV ha chiesto che «ogni comunità diventi una “casa della pace”, dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono».
È un tema sfidante per le comunità ecclesiali, perché coinvolge anche quelle «periferie urbane ed esistenziali» dove «le relazioni umane e sociali si fanno difficili e il conflitto prende forma, magari in modo sottile».

Papa Leone XIV (Foto Vatican Media/SIR)

Da qui l’invito a «ogni diocesi» a promuovere «percorsi di educazione alla nonviolenza, iniziative di mediazione nei conflitti locali, progetti di accoglienza che trasformino la paura dell’altro in opportunità di incontro». Ma tra i temi che il Pontefice chiede di affrontare ci sono anche la dignità umana (intelligenza artificiale, biotecnologie, economia dei dati, social media) e il dialogo tra generazioni e con mondi diversi.
Anche per questo Papa Prevost ha sollecitato la corresponsabilità dei fedeli laici, che «nutriti della Parola di Dio e formati nella dottrina sociale della Chiesa, siano protagonisti dell’evangelizzazione nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, negli ambienti sociali e culturali, nell’economia, nella politica». Si tratta di una pastorale che va oltre i sagrati delle chiese e che richiede «scelte coraggiose, che sono proprie di una vera comunità ecclesiale».

(Davide Tondani)