La scuola è finita ed ai ragazzi e bambini tra i tre e i diciannove anni, aspetta un lungo periodo di vacanza, fino a metà settembre, in cui lo studio viene pressoché abbandonato.
L’Italia è uno dei paesi in cui le vacanze estive durano di più, infatti in media in Europa, la scuola non si ferma per più di sei settimane, contro i quasi tre mesi della nostra nazione. Storicamente il sistema scolastico prevedeva un periodo di stop così lungo per impiegare i giovani nel lavoro dei campi.
L’Italia era un paese prevalentemente agricolo e le famiglie avevano bisogno della forza lavoro dei giovani durante i mesi estivi per raccogliere frutti, cereali, foraggio. Evidentemente questo aspetto negli ultimi decenni è cambiato perciò si è iniziato a discutere se questa distribuzione delle vacanze estive sia ancora attuale ed efficace.

In un lungo periodo di stop dalla scuola si possono riscontrare numerosi aspetti negativi come la perdita di apprendimento o learning loss: è dimostrato che pause troppo lunghe possono causare una regressione delle competenze, specialmente in materie come la matematica o le lingue straniere.
Spesso gli studenti dimenticano parte di ciò che hanno imparato e a settembre gli insegnanti devono dedicare settimane al ripasso prima di iniziare con il nuovo programma. Inoltre nove mesi di scuola e tre mesi di vacanza creano un ritmo scolastico poco equilibrato.
Un’altra difficoltà è quella dei genitori che lavorano, specie con figli piccoli: spesso faticano a trovare chi si prenda cura dei bambini, anche per il costo, spesso molto elevato per le famiglie che hanno minori disponibilità economiche.
Per questo molti paesi d’Europa hanno optato per un sistema scolastico che distribuisca le vacanze lungo tutto l’anno senza creare lunghi periodi di scuola ininterrotti. L’Italia però ha altre ragioni per mantenere questa distribuzione delle vacanze.
La motivazione climatica è la prima: fa troppo caldo e le strutture sono inadatte ad accogliere i ragazzi. Non a caso la Spagna, che ha un clima simile a quello italiano, ha circa 10 settimane di vacanza in estate. Per cambiare il calendario andrebbe completamente ripensato sia il sistema scolastico che i programmi.
L’attuale calendario, a detta di molti, presenta anche diversi lati positivi, Un’estate senza scuola dopo 9 mesi in aula permette agli studenti di recuperare le energie e di staccare da studio, compiti o verifiche in modo da ridurre lo stress accumulato.
Molti ragazzi segnalano la possibilità di passare tempo con la famiglia, di fare attività all’aperto, ma anche di avere tempo per partecipare varie esperienze.
In estate si può crescere imparando a gestire il tempo in autonomia e si può apprendere in modo informale. Il dibattito, in sintesi, è ancora aperto; è dal confronto tra politica, comunità scolastica e famiglie che dovrebbe emergere la scelta miglior per i ragazzi e i bambini.
(Elena Martinelli)



