Confine, luogo di incontro  o muro di separazione:  ragazze e ragazzi riflettono

Le attività didattiche delle classi terze del “Ferrari” di Pontremoli illustrate sul finire dell’anno scolastico

Lo striscione all’ingresso dell’Istituto Comprensivo “Ferrari di Pontremoli” con il tema che ha guidato l’attività didattico nel corso dell’anno scolastico

Un’esperienza davvero interessante, per molti aspetti esemplare, quella vissuta nel corso dell’anno scolastico dalle ragazze e dai ragazzi del plesso di via Martiri della Libertà a Pontremoli dell’Istituto Comprensivo “Pietro Ferrari” e proposta nei giorni scorsi con una serie di “restituzioni” che hanno coinvolto tutta la popolazione scolastica e gli insegnanti.
“Il confine. Luogo di incontro o muro di separazione” è stato il tema che ha ispirato una serie di attività, tutte meritevoli di essere illustrate anche al pubblico degli adulti e che qui evidenziamo in alcuni degli elementi che formano una sorta di caleidoscopio davvero efficace.
Intanto un’indagine statistica, semplice nel concetto quanto complessa da realizzare e, soprattutto, da valutare nei suoi risultati. Il tema da indagare erano le “relazioni amicali” tra i soggetti di età compresa fra i 10 e i 14 anni, rappresentati graficamente attraverso disegni con la raffigurazione del “noi” in due ambienti diversi: in compagnia di un amico in uno, con un nemico nell’altro.

Uno dei disegni realizzati dalle ragazze e dai ragazzi del “Ferrari” sul tema “amico – nemico”

Alunni delle classi Terze hanno realizzato i disegni fino ad avere un totale di 58 “campioni”; ciascun disegno è stato poi “letto” con l’aiuto di dodici indicatori, sei per la coesione e altri sei per il distanziamento. Obiettivo: illustrare le discrepanze che si creano fra l’idea razionale e preconfezionata che abbiamo della relazione amicale e quella che invece emerge utilizzando un mezzo più inconscio come appunto il disegno.
I risultati? Se il disegno con l’amico ha fornito risultati prevedibili descrivendo un legame molto forte sia nella scala di coesione che in quella di distanziamento, la raffigurazione del nemico ha evidenziato risultati inaspettati. Il rapporto di inimicizia, infatti, è stato definito in modo meno distante di quanto ci si sarebbe aspettato.
Quindi l’idea del rapporto con il nemico è di distanza emotiva o di indifferenza, sentimenti che nascono dalla mancanza di conoscenza, dalle differenze culturali e caratteriali, condizionati da precedenti esperienze negative, dalla paura dell’altro o dall’insicurezza.

Uno dei grafici che riportano i risultati dell’indagine statistica al “Ferrari”

Muri da abbattere fra amici e nemici, confini da superare nel tortuoso cammino della crescita, del passaggio dall’infanzia all’adolescenza e all’età adulta. Anche questo tema è stato affrontato in una drammatizzazione davvero ben riuscita nella quale i protagonisti hanno rappresentato il tentativo, il desiderio, la necessità di uscire dal gruppo, vincendo gli ostacoli e le resistenze per farsi largo nella vita.
Ragazze e ragazzi del “Ferrari” hanno anche utilizzato uno strumento come i podcast, registrazioni attraverso le quali illustrare altri studi sempre collegati al tema principale. Ed ecco, allora, il racconto del Sahel, l’enorme territorio al centro del continente africano fra l’Atlantico e il Mar Rosso, dove i confini sono stati tracciati sulle mappe dividendo popoli amici e con culture comuni e, di contro, unendo nemici in una convivenza quasi impossibile.
Un’area, il Sahel, dove è in corso un grande quando poco noto progetto contro il cambiamento climatico: quello della “muraglia verde” che prevede di mettere a dimora milioni di alberi nel territorio di 22 Paesi, per arrestare la desertificazione e rinaturalizzare una fascia lunga settemila chilometri dove ricreare il ciclo naturale dell’acqua cercando di unire le forze e superando i confini esistenti.
E sul tema dei confini è stata efficace la proiezione commentata delle immagini delle tante “barriere” nel mondo, da quelle costruite in secoli lontani a quelle della nostra tragica attualità per essere barriera contro i migranti.
Il “migrare” è parte della storia dell’umanità, alla ricerca di migliori opportunità, per spostamenti provocati dalle vicende politiche e dall’intolleranza religiosa. Il flusso migratorio che si riversa anche in Europa e una delle reazioni è stata la chiusura dei confini e la costruzione di “muri” per impedire la libera circolazione delle persone.
Una pratica vecchia anche di millenni: se la Grande Muraglia in Cina (iniziata nel VII sec. A.C.) e il Vallo di Adriano in Gran Bretagna (II sec. d.C.) sono i casi più noti di sbarramenti antichi, oggi i muri sono una terribile realtà che conta decine di esempi. Ce ne sono fra Norvegia e Russia (200 km), fra Finlandia e Russia (200 km), fra USA e Messico (1200 km), fra Serbia e Ungheria (523 km); e poi a Calais (4 km), quelli fra Austria e Slovenia (4 km), fra Grecia e Turchia (10 km), fra Spagna e Marocco nell’enclave spagnola di Ceuta (12 km), fra Siria e Israele (10 km) e tanti altri, senza contare i muri costruiti fra Stati in perenne stato di guerra.
Come si può comprendere da queste poche note è stato un percorso complesso quello compiuto da ragazze e ragazzi delle classi Terze sezioni A, B e C del “Ferrari”, sotto la guida di insegnanti motivati come Andrea Catto, Anna Fantinel, Paolo Giorcelli, Nicolò Palagi, Alberto Santini e Patrizia Zito. Complesso ma che ha offerto loro la possibilità di conoscere e approfondire alcuni dei temi vitali per il futuro loro e del mondo nel quale vivranno per i prossimi decenni, facendo tesoro di quanto imparato.

Paolo Bissoli