L’elezione a Papa di Robert Francis Prevost riaccende l’interesse verso l’Ordine nato dalla Grande Unione alla metà del Duecento

Sino al giorno dell’elezione di Leone XIV verosimilmente gran parte dei cattolici ignorava l’esistenza del suo ordine religioso di provenienza: gli Agostiniani. Ironia della sorte vuole che il nome tragga in inganno, in quanto Sant’Agostino non ne è il fondatore. Robert Francis Prevost ha lui stesso ricoperto il ruolo di Priore Generale dell’ordine dal 2001 al 2013, guidando una famiglia religiosa che si ispira ad uno dei grandi Padri della Chiesa, Agostino d’Ippona, autore delle celebri “Confessioni”.
È un ordine mendicante, la cui Regola, conosciuta come “Regula ad servos Dei”, pur breve, contiene precetti fondamentali come l’obbligo di carità e povertà evangelica, l’ascesi, la castità, il perdono delle offese, l’obbedienza e l’esortazione alla sua osservanza. Ad oggi, l’Ordine conta circa quasi tremila frati sparsi in quarantasette paesi in tutti i continenti, impegnati principalmente in opere di carità.
L’Ordine affonda le sue origini nella “Grande Unione” del XIII secolo. La data precisa è il 16 dicembre 1243, quando Papa Innocenzo IV, con la bolla “Incumbit nobis”, invitò le molteplici comunità eremitiche sorte spontaneamente, soprattutto in Toscana e nel Lazio, a riunirsi in una sola congregazione sotto la Regola agostiniana. Questa soluzione escogitata dal Pontefice è nota come la “Piccola Unione”, cui seguì la “Grande Unione” nel 1256 con Papa Alessandro IV, che consolidò ulteriormente l’ordine.
L’età d’oro dell’Ordine prende campo con l’umanesimo e le missioni nel Nuovo Mondo. Questa famiglia religiosa conobbe infatti la sua massima espansione a partire dal Cinquecento, in un periodo di grande fermento culturale e religioso che vede la fioritura dell’Umanesimo e le grandi scoperte geografiche.
L’ordine si distinse per l’apertura di numerose missioni in ogni continente, portando il messaggio del Vangelo e fondando nuove comunità.
Particolarmente significativa e rilevante per il nuovo Pontefice è la fondazione nel 1551 della prima comunità agostiniana a Lima, in Perù, terra dove Papa Leone XIV ha a lungo esercitato la sua missione episcopale prima di essere chiamato nella Curia Romana e creato Cardinale. Cittadino peruviano dal 2015, in seguito alla sua elezione il Pontefice ha visto rinnovarsi la propria carda d’identità elettronica da parte del paese latinoamericano a tempo indeterminato.

La storia dell’Ordine a cui appartiene Papa Prevost non è stata priva di difficoltà. Un periodo di decadenza coincise con il XVIII secolo, in cui ebbe luogo la soppressione di numerosi monasteri agostiniani da parte dell’imperatore asburgico Giuseppe II, con la confisca dei loro beni.
Le politiche illuministiche non mancavano dunque di prendere di mira la Chiesa. Ma fu nell’Ottocento che l’ordine rischiò seriamente una totale soppressione in molti paesi europei a causa delle leggi eversive contro gli ordini religiosi.
Determinante fu l’intervento del pontefice al quale Prevost sovente si richiama e del quale ha assunto il nome: Papa Leone XIII. Grazie al suo sostegno ed alla sua lungimiranza, la realtà agostiniana andò incontro ad una rinascita a partire dalla seconda metà del XIX secolo.
È probabile, a giudizio di alcuni attenti osservatori, che la scelta del nome Leone XIV da parte del nuovo Papa, omaggio non celato al suo indimenticato predecessore, sia anche motivato dal ruolo cruciale che egli giocò nel salvare gli Agostiniani dalla scomparsa dalla scena ecclesiale. Il carisma agostiniano si caratterizza per una profonda devozione mariana, una spiccata dedizione agli studi filosofici e teologici e la loro diffusione come missionari ed educatori.
Tra le figure più celebri appartenute all’Ordine Agostiniano spiccano due nomi di enorme portata storica, sebbene con esiti molto diversi nel loro rapporto con la Chiesa di Roma: Martin Lutero, padre della riforma protestante, che fu frate agostiniano prima del suo strappo con la Chiesa Cattolica, appartenenza che gli valse l’ospitalità presso il convento agostiniano di Pontremoli, e Gregor Mendel, nome illustre, abate agostiniano nato in Boemia, considerato il padre della genetica moderna grazie ai suoi rivoluzionari studi sull’ereditarietà dei caratteri nelle piante di pisello.
Santa Rita da Cascia è indubbiamente la più conosciuta ed amata tra le file dei santi agostiniani, mentre nella croce pettorale indossata dal novello Pontefice sono custodite le reliquie di altri due suoi confratelli: San Tommaso da Villanova ed il Beato Anselmo Polanco.
Don Fabio Arduino



