A Pallerone una serata dedicata al Beato Paoli

Venerdì 2 maggio nella chiesa parrocchiale di San Tommaso Becket

Su iniziativa della parrocchia di Pallerone in collaborazione con il Comitato del Presepe e la Caritas vicariale di Aulla, la sera di venerdì 2 maggio, in una chiesa gremita, si è svolta una commemorazione in onore del Beato Angelo Paoli. L’occasione era suggerita dall’intitolazione al Beato dell’altare maggiore “ad perpetuam rei memoriam”.
La celebrazione ha visto la partecipazione di molti parrocchiani e di alcuni soci del Comitato Beato Paoli presente anche il presidente Gianpiero Berti.
Roberto Pasquali ha presentato gli ospiti e ha espresso parole di encomio per il Comitato e di entusiasmo per la bellezza dei luoghi dove, ad Argigliano di Casola, è nato il Paoli, invitando tutti ad una visita-pellegrinaggio alla chiesa e al parco a lui dedicato.
Il documentario di Franco Valenza ha colto l’attenzione dei presenti visibilmente commossi al momento delle immagini della Beatificazione e allietati dai commenti e dalla musica, che hanno accompagnato i tratti della vita del Beato.
Nel suo intervento il prof. Guseppe Benelli ha ribadito la sua convinzione che parte della spiritualità del Paoli sia maturata dalla visione delle Alpi Apuane, che con il Pisanino, Garderone, Pizzo d’Uccello e il Sagro invogliano a pensieri di infinito e di sacralità della natura.
Fra i Lunigianesi che a Roma si sono resi protagonisti in opere eccezionali, eccelle Angelo Paoli arrivato nel 1687 e che vi ha operato fino al 20 gennaio 1720. Arrivava in una Roma piena di contrasti con nobili e clero immersi in una vita di agio e di fervore artistico con magnifici edifici barocchi in netto contrasto con la miseria, in cui viveva la gente di strada.
In questo ambiente Angelo Paoli porta con sé l’educazione famigliare della civiltà contadina e del suo mondo religioso, dando una prima risposta alla fame.
La sua attenzione verso i poveri, nei quali vede sinceramente il Cristo, diventa lo scopo della sua vita e si prodiga in tutte quelle azioni che possono alleviare le loro sofferenze con vicinanza negli ospedali, nelle carceri, creando un convalescenziario per i debilitati dimessi dall’ospedale, vestendosi anche da carnevale per farli sorridere.
Benelli ha citato Papa Giovanni Paolo II che, in una lettera ai Carmelitani, ricorda l’opera di riconversione del Colosseo da luogo malfamato a luogo di culto della croce fatta dal Paoli.
Al termine dell’intervento l’invito ai presenti a partecipare alle celebrazioni ad Argigliano, specie quella del 20 gennaio alla fine della quale la famiglia Paoli, come da remota tradizione distribuisce il pane benedetto, interpretando in questo modo lo spirito caritatevole e di attenzione verso i poveri e i bisognosi.
Nel corso della serata il Comitato ha donato alla parrocchia di Pallerone una copia del quadro raffigurante il Beato, che è in venerazione nella chiesa di Argigliano.

Corrado Leoni