Lo stato di abbandono della strada del Brattello

Viaggio lungo la strada provinciale 39 a Pontremoli: le condizioni di degrado e di assenza di manutenzione sono comuni a tante strade provinciali del territorio. Poche risorse per tante strade, ma anche un problema di cultura del territorio

La strada Provinciale del Bratello
La strada Provinciale del Bratello

Buche, frane e vegetazione in carreggiata: sono queste le condizioni della provinciale del Brattello, la strada che collega Pontremoli a Borgo Val di Taro. Una situazione comune a molte strade provinciali della Lunigiana, ma che non per questo può essere minimizzata. Per meglio comprendere lo stato in cui versano i 17 km che da poco dopo l’ospedale di Pontremoli conducono al confine provinciale, è opportuno viaggiare a ritroso, partendo da Borgotaro e percorrendo il tratto di competenza della provincia di Parma. In questo tratto l’asfalto è quasi sempre in buone condizioni; a bordo strada l’erba è stata da tempo tagliata per un metro abbondante dalla fine dell’asfalto o lungo le scarpate e la vegetazione sul ciglio stradale lascia intendere che lo sfalcio è periodico; le fronde delle piante prospicienti la strada non sovrastano la carreggiata. Il traffico sul ponte che attraversa il torrente Tarodine, ridotto ad una carreggiata, è regolato da un semaforo “intelligente” che dirige il traffico attraverso le fotocellule poste ai due estremi del ponte.

La strada Provinciale del Bratello
La strada Provinciale del Bratello

Davanti ad alcuni parapetti in attesa di sostituzione sono stati posti blocchi di cemento pitturati di giallo, ordinatamente collocati al di fuori della linea bianca, non inghiottiti dalla vegetazione. Se queste sono le condizioni di una strada che conduce fuori provincia, anche nei chilometri successivi all’ultimo centro abitato, Valdena, la situazione cambia appena varcato il confine. Il rientro nel pontremolese è annunciato dalle numerose, “toppe” nell’asfalto e dalla prima rete di cantiere a delimitazione di una frana. Abbiamo censito almeno sei restringimenti dovuti a frane e smottamenti, alcuni di questi sono presenti da decenni, delimitati da reti scolorite dagli anni e attaccate dai rampicanti. L’asfalto è in condizioni pessime per ampi tratti. Davanti alla fontana tra il bivio Braia e l’abitato di Grondola, per esempio, è un puzzle di decine di toppe che assieme creano lo stesso effetto delle buche che sono state tappate.

La strada Provinciale del Bratello
La strada Provinciale del Bratello

Per lunghi chilometri il percorso è in una sorta di galleria costituita dai rami degli alberi che sporgono sulla sede stradale, un pericolo in caso di temporali o di maltempo prolungato. È evidente che nessuno ottempera alle periodiche ordinanze della Provincia sull’obbligo per i proprietari dei fondi confinanti di taglio delle piante sporgenti o inclinate, ma anche che l’ente di Palazzo Ducale non dà seguito ai controlli e all’annuncio di provvedere lei stessa al taglio, addebitandolo ai proprietari inadempienti. C’è poi il capitolo sfalcio. Lo scorso fine settimana la ditta appaltatrice dei lavori stava lavorando a poco a monte di Grondola. Dove le maestranze incaricate devono ancora arrivare, l’erba alta e gli arbusti invadono la carreggiata; le cunette di scolo sono completamente ostruite. Una situazione comune, restando in Alta Lunigiana, alla provinciale del Cirone, a quella per Zeri, alla provinciale della Valle del Verde. Tredici mesi fa, ad un sopralluogo di membri della giunta provinciale richiesto a gran voce dagli abitanti di Grondola, fece seguito la promessa di 90 mila euro di stanziamenti per asfaltare i tratti più precari e 200 mila euro per affrontare il tema della frana del Montaio, ma nessun intervento è partito. 650 km di strade provinciali da manutenere sono tanti, le province hanno subito tagli di bilancio e di personale imponenti una decina d’anni fa, il dissesto idrogeologico e la necessità di sistemare le tante frane sono una realtà complessa.

La strada Provinciale del Bratello
La strada Provinciale del Bratello

È però la stessa situazione che sconta la Provincia di Parma, dove però, ad esempio, l’affido dei lavori di sfalcio non viene effettuato nella terza decade di giugno e realizzato a luglio, ma qualche mese prima. O dove non si vedono restringimenti a causa di smottamenti che diventano “storici”. Ai problemi di reperimento delle risorse si affiancano quindi problemi di efficacia amministrativa e di “cultura del territorio”? Le strade provinciali, i lunigianesi che le percorrono abitualmente e i viaggiatori che le scoprono per la prima volta meriterebbero di più. Non solo per questioni di sicurezza della circolazione e di decoro paesaggistico: ma anche perché è con la manutenzione ordinaria che si prevengono e si limitano quei fenomeni di dissesto che, una volta accaduti, per essere affrontati necessitano risorse ben superiori a quelle stanziate per la manutenzione ordinaria.

Davide Tondani