Ad Avenza la seconda serata del Festival Biblico
Dopo l’incontro vissuto a Pontremoli intitolato “Parola e Arte. I segni dell’annuncio, arte e storia di un lungo viaggio”, la seconda serata del Festival Biblico si è svolta ad Avenza, nella chiesa di san Pietro, lo scorso 30 agosto, sul tema “Dentro le parole: la parola nel nostro oggi, testimonianze e voci in dialogo”.
L’appuntamento ha visto partecipare numerosi ospiti, riuniti attorno al tavolo per dare il proprio contributo su come declinare oggi le parole, alla luce della Parola, che i cristiani riconoscono come Verbo della vita.
L’incontro è stato moderato da Domenico Mugnaini, direttore del settimanale regionale “Toscana Oggi”, e ha visto la partecipazione di alcuni ospiti, che come punti di vista intendevano prendere in considerazione il tema della comunicazione nella società contemporanea e il valore delle parole.
In rappresentanza delle Istituzioni sono intervenuti Andrea Leo, vicario del Prefetto di Massa Carrara e il questore vicario, Antonella Chiapparelli. Per il mondo della scuola era presente il prof. Vincenzo Genovese dell’Ufficio Scolastico Territoriale, mentre per il settore delle comunicazioni sociali è intervenuto Gianni Rossi, direttore di TV Prato; al tavolo era presente anche il vescovo, mons. Mario Vaccari.
Ne è emerso un dibattito tra i relatori, che è stato stimolato da due letture iniziali, il discorso all’Areopago di san Paolo, letto dall’avvocato Gianluigi Fondi, e una argomentazione, un “ted talks” (letteralmente “tecnology, entertainment e design”) basata sull’articolo 21 della Costituzione, dello studente Giorgio Rossi del Liceo Scientifico “Vinci” di Villafranca in Lunigiana.
Iniziando proprio dal mondo della scuola, il prof. Genovese ha evidenziato come la parola e l’ascolto specialmente per i giovani siano in un momento di confusione, dove si comunica per il tramite di slogan e spot, a motivo anche della vita trascorsa sui social, che spesso non danno la possibilità di approfondire i contenuti di una conversazione. In questo senso, il rapporto di fiducia con le famiglie e l’alleanza educativa con loro può rappresentare un valido antidoto a questa forma degenerativa della comunicazione.
Il questore vicario, Antonella Chiapparelli, invece ha posto l’attenzione sulle opportunità ma anche sui rischi che discendono da internet, analizzando il fenomeno di nascita delle fake news e di come facciano leva sulla fiducia (malriposta) degli utenti. Le energie e le strategie messe in campo dalla Polizia di Stato, in particolare dal settore della Polizia di Stato, sono un sicuro strumento di difesa per i cittadini.

Secondo il vicario del prefetto, Andrea Leo, l’avvento di internet ha senz’altro intensificato i rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione, mentre Gianni Rossi, direttore dei TV Prato, che ha sottolineato come nella società dell’informazione sia avvenuta una caduta di credibilità nel mondo della comunicazione, dalla quale non sono esenti i giornalisti, che in qualche modo, devono recuperare il loro ruolo di guida e di aiuto nel decifrare la complessità della realtà.
Nel suo intervento il Vescovo ha ripreso alcune parole proprie del pontificato di papa Francesco, tra cui la parola “misericordia”, che ha evidenziato essere piuttosto una categoria e uno stile di vita che i cristiani devono adottare, se vogliamo praticare l’ascolto e l’accoglienza nei confronti dell’altro.
Come ha ricordato il moderatore dell’incontro Domenico Mugnaini, risulta importante riprendere il discorso che il papa ha pronunciato in occasione del conferimento del premio “È giornalismo” lo scorso 26 agosto, chiedendo ai giornalisti di diffondere una cultura dell’incontro e del dialogo: la cultura digitale ha senz’altro portato importanti possibilità e opportunità, ma sta rischiando di trasformare la comunicazione in slogan.
“No, la comunicazione è sempre andata e ritorno. Io dico, ascolto e rispondo, ma sempre dialogo”. In questo senso il compito delle comunità cristiane è importante nell’ottica di una comunicazione non ostile ma costruttiva, perché le parole che usiamo contribuiscano ad edificare una convivenza civile più giusta e rispettosa delle persone, soprattutto delle più deboli.
Ecco allora che le due serate pubbliche del Festival Biblico hanno fatto da ‘apripista’ ai contenuti della ‘Tre Giorni Biblica’, centrata sulle parole contenute nel testo degli Atti degli Apostoli, perché per accogliere la Parola con la “P” maiuscola, è necessario spendere bene le nostre parole.
Davide Finelli



